Leggete questo articolo da
www.borsalavorolombardia.it e poi ditemi: dobbiamo ridere o dobbiamo piangere???
Ps: chi di voi a due anni dalla laurea guadagna 3000 euro al mese?
LA PROFESSIONE DEL GEOLOGO
Un mestiere di grande responsabilità, che con il crescere della sensibilità verso la corretta gestione e salvaguardia del territorio e delle risorse naturali, è destinato a diventare sempre più importante. Stiamo parlando del geologo, una figura professionale che, forse, non gode ancora della considerazione e del riconoscimento che meriterebbe. Eppure il suo operato è fondamentale per evitare o almeno prevenire (contenendone quindi le conseguenze) i disastri più o meno naturali che di tanto in tanto si abbattono sul nostro Paese. Attualmente l'Ordine dei geologi della Lombardia conta 920 iscritti. Secondo una ricerca dello stesso Ordine si tratta di liberi professionisti (60%) e (in misura minore) dipendenti di enti pubblici o aziende private, in larga maggioranza uomini (87%), tra i 30 e i 40 anni di età (48%).
"Le prospettive occupazionali - spiega il presidente dell'Ordine, Daniele Ravagnani - sono abbastanza buone e possono diventare ancora più interessanti, soprattutto se tra la popolazione continuerà ad aumentare la domanda di sicurezza e, quindi, l'attenzione verso i problemi del territorio. Si tratta di un ruolo di grossa responsabilità, in particolare per ciò che riguarda la tutela della pubblica incolumità e delle risorse naturali. Di fatto il geologo è un mediatore tra le necessità della società e quelle dell'ambiente. Requisiti per fare questo mestiere? Direi passione, amore per la natura e per la vita all'aria aperta, elasticità mentale, voglia di lavorare e disponibilità alla fatica. Il geologo lavora con la testa ma anche molto con le mani e i piedi: la pratica sul campo, il contatto con il territorio sono, infatti, fondamentali. E' una professione affascinante, che può dare grandi soddisfazioni personali e economiche: un compenso medio si aggira sui 3mila euro netti al mese".
Le competenze del geologo possono trovare sbocchi in una molteplicità di ambiti: dalla pianificazione territoriale allo sfruttamento delle risorse naturali (acqua, petrolio...), dalla geologia applicata all'ingegneria nel settore delle costruzioni (abitazioni, soprattutto, ma anche vie di comunicazione, opere idrauliche, gallerie) al recupero di siti industriali dismessi. Da qualche tempo si trovano queste figure anche nel settore assicurativo, in quello della conservazione dei monumenti e dei beni culturali o in archeologia. La ricerca realizzata dall'Ordine lombardo sui propri iscritti rivela che il 56% lavora prevalentemente (ma non solo), in ambito regionale, il 36% in Italia, il 18% all'estero. Per diventare geologi bisogna laurearsi in scienze geologiche: si tratta di un percorso triennale con un biennio (facoltativo) di specializzazione. In Lombardia è proposto da tre atenei: le università degli Studi (Statale) e Bicocca di Milano e l'università di Pavia. Per accedere alla libera professione, dopo la laurea, bisogna superare un esame di Stato che consente l'iscrizione all'Ordine.
"I giovani che escono dalle nostre università - osserva il presidente del consiglio di coordinamento didattico del Dipartimento di scienze della terra della Statale, Guido Gosso - hanno generalmente una buona preparazione, che non ha nulla da invidiare a quella impartita all'estero. Alla Statale, chi acquisisce la laurea triennale e decide di proseguire gli studi con quella magistrale (detta anche biennale) può scegliere tra undici differenti percorsi formativi di specializzazione. Per citarne alcuni: geologia applicata all'ingegneria, esplorazione e tutela delle risorse idriche, prevenzione dei rischi naturali, risorse minerarie. I nostri ragazzi non fanno troppa fatica a trovare un'occupazione: entro un paio di anni dal conseguimento della laurea lavorano praticamente tutti. In particolare, quelli disponibili a viaggiare e che conoscono le lingue hanno il mondo in mano. In un settore come questo parlare almeno l'inglese è fondamentale".