Dalla carta del CARG si tratta di un area tettonizzata con la presenza di una faglia incerta a cavallo di un sovrascorrimento più ad est e un anticlinale più ad ovest. I litotipi ascritti al CARG come UTA2a e UTA2b, sono alternanze di peliti areniti e conglomerati. L’apice della collina ove è posto il cimitero è tufo grigio campano.
Con la cartografia CARG del foglio 432 Benevento non sono molto d’accordo. Diverse volte ho trovato dei problemi nel foglio 432 e se unisci lo stesso foglio 432 con il 431 ti trovi una faglia trascorrente N-S
Cmq, su un alto morfologico non ho mai trovato il TUFO nella mia zona. Io nella zona del cimitero ho visto solo un piccolo spessore di materiali piroclastici sciolti.
La rete di drenaggio che interessa l’area è costituita da un solco posto poco a sud (forse quello che ha visto Michele nella 432) che con dopo un ansa confluisce nel vallone di Terranova e poi nel torrente di Avellola.
No non è quello che ha visto michele, quello cartografato sta più valle
Molto probabilmente la frana è stata (ri)attivata da tamponamenti pelitico argillosi e dal drenaggio superficiale che (probabilmente nascosto) traccia una linea tra la collinetta del cimitero e la casa raccordandosi prima nel solco posto a sud e poi nel torrente di Avellola
L’idea che mi sono fatto e che i materiali pelitici costituiscono una soglia di permeabilità sottoposta ed in superficie essendo alterati permettono una certa circolazione idrica. Lo spessore dei materili di alterazione superficiale, colluviali, ecc. è sicuramente superiore ai 7-8 metri. Le arenarie, mentre sono permeabili per fatturazione (giustamente come affermi: tettonizzate), riversano l’acqua proprio in quella zona.
A questo bisogna aggiungere che la casa bianca è stata costruita su un asse di drenaggio preferenziale sia superficiale che sotterraneo.
Inoltre, per la realizzazione della casa sono stai fatti dei sbancamenti ed abbancamento con materili di riporto …………..ecc.