Massimo, non chiamarmi Passio, mi sembra di andare al patibolo....
Il tuo intervento ora mi fa molto piacere e l'entusiasmo mi spinge a fornirti volentieri le risposte..Alcuni dettagli sulla gestione del "rettangolo" potrebbero aver modificato il sistema delle prime falde acquifere e altri aspetti. Della serie: Sto camminando sulle uova..e quando ne sto pestando una mi fermerò.
Le argille su cui poggia sia il telo (e per un periodo, in alcune vasche, si sono stesi livelli di pneumatici triturati), se continue (e lo sono per alcuni dei 24 ettari circa) si configurano come ottime per garantire l'isolamento da eventuali fughe di percolato dal sistema di raccolta, sicurezza....:K permeabilità garantisce i famosi 250 anni che la mia Regione imponeva..Sulla Carta di plasticità di Casagrande, i campioni di argilla prelevati tra i 3,00 e 3,60 m sono classificati CL e una minoranza CH. Ho individuato un reticolo di paleoalvei all'interno del bancone argilloso, contenenti i tipici depositi torbosi come tappo alla loro estinzione. Al di sotto di questo depositi sabbioso limosi argillosi. Durante lo scavo di alcune vasche ho interrotto i lavori per chiamare la soprintendenza archeologica, per la presenza di quello che appariva un sistema di protezione di sponda di epoca romana..Era alto-medievale, i lavori sono proseguiti.Per inciso:lo sapevate che in Italia se un reperto o un sito è successivo al 476 dC lo si può rimuovere? Evidentemente ne abbiamo "troppi", di reperti...
Il setto bentonitico risale ai primi anni 90.
La 1^ falda in periodo di piena è a 0,5 circa da pc: freatica dove le sabbie sono superficiali; altrove la si trova a -6 m circa, sottostante (il leggera pressione) il bancone più compatto di argille. Ti ho dato i valori minimi e massimi rilevati. Non si è mai utilizzato la geoelettrica, ma ho aperto uno spiraglio al suo utilizzo nel tentativo di trovare un mezzo d'indagine che si adatti al variato contesto.


The road not taken
(Robert Frost)