No no la S per loro è misteriosa... Magari ci può servire per assimilare un terreno ad E... ma come??
Questo è quello ceh ho scritto in relazione, priam di eseguire la RSL con il metodo lineare equivalente. Ai punti citati, si può aggiungere coem ulteriore argomento a favore della classificazioen in E l'elevato Fa a frequenze che possono essere compatibili con quelle proprie dell'edificio.
Classificazione della categoria di sottosuolo secondo quanto previsto nella tabella 3.2.II delle NTC:
il sottosuolo può essere assimilato alla categoria ‘E’:
“Terreni dei sottosuoli di tipo C o D per spessore non superiore a 20 m, posti sul substrato di riferimento (con Vs > 800 m/s)”
Quantunque il profilo della VS verso la profondità non esibisca esattamente le caratteristiche contemplate dalla citata definizione di normativa (il substrato di riferimento non ha Vs > 800 m/s) si ritiene che l’azione sismica nel sito sia comunque compatibile con la categoria ‘E’ per i seguenti motivi:
• Il terreno, per uno spessore di 9 m al di sotto del piano di posa delle fondazioni può essere classificato del tipo ‘C’, essendo la VS variabile nel range 240÷260 m/s.
• Esistono alcuni significativi contrasti di impedenza acustica:
o A 10 m di profondità dal piano di campagna la velocità varia da 260 m/s a 480 m/s.
o A 23 m di profondità dal piano di campagna la velocità varia da 480 m/s a 690 m/s.
• Il segnale HVSR misurato nel sito pone in evidenza la presenza di un picco di risonanza molto pronunciato alla frequenza di 5.3 Hz, compatibile con i contrasti di impedenza rilevati e possibilmente con le frequenze di risonanza della struttura.
• La categoria E in tabella 3.2.II contempla situazioni stratigrafiche con cospicui contrasti di impedenza, causati dalla brusca variazione di velocità delle onde sismiche e densità del mezzo passando da orizzonti superficiali relativamente soffici ad orizzonti meno superficiali rigidi.
• Le evidenze sperimentali suggeriscono quindi, con ragionevole certezza, che la risposta sismica locale sia nella sostanza, se non nella forma, del tutto compatibile con la risposta sismica di un sottosuolo di categoria E.
• In conclusione, appare pertanto tecnicamente sensato classificare il sottosuolo nel sito in categoria E, in considerazione del fatto che è stato misurato un effetto equivalente a quello che la situazione stratigrafica inerente a detta categoria può causare.
Si pone inoltre in evidenza che, quantunque la VS30 risulti essere compresa tra 360 e 800 m/s, non viene rispettato il seguente criterio di appartenenza alla categoria B: ‘miglioramento graduale delle proprietà meccaniche con la profondità’, ma esistono i citati netti contrasti di impedenza nella successione. Il sottosuolo potrebbe peraltro appartenere alla categoria S2 della tabella 3.2.II:” Depositi di terreni suscettibili di liquefazione, di argille sensitive o qualsiasi altra categoria di sottosuolo non classificabile nei tipi precedenti”, in tale caso comunque la misurazione diretta del rapporto H/V con analisi dei microtremori può ragionevolmente essere ritenuta nel caso in esame quella che la normativa descrive una ‘specifica analisi per la definizione delle azioni sismiche’, in quanto ha permesso, con deduzioni tecniche del tutto ragionevoli, di fare riferimento ad una azione sismica assimilabile a quella propria della categoria E di tabella 3.2.II. Infine, si sottolinea che il caso più pessimistico previsto dalla normativa in relazione alla categoria S2, ossia la ‘presenza di terreni suscettibili di liquefazione e/o di argille d’elevata sensitività’, può essere escluso nella situazione in esame.