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Il concetto di pericolosità, in questo caso, è legato logicamente a sole valutazioni di tipo statistio. Se di una faglia viene accertata la sua attività recente (magari con studi paleosismologici) e viene dedotta la massima magnitudo attesa (dalle correlazioni di scala) e per quella il tempo di ricorrenza è inferiore a 1000 anni, ma dall'analisi dei documenti storici non si riesce a questa ad associare nessun terremoto distruttivo ed essendo proprio 1000 anni il periodo massimo per avere informazioni utili di tale genere, allora la faglia si considera silente. Cioè una faglia in ritardo statistico di attivazione con magnitudo distruttive (in genere superiori a 6) rispetto al tempo medio di ricorrenza.
Però....però io penso, ma non potrebbe essere che tale faglia abbia cambiato negli ultimi millenni, modo di muoversi, cioè con rilasci di energia non distruttivi e rigetti cosismici modesti? Di conseguenza essendo questa la "recente tendenza" potrebbe essere meno pericolosa di altre attive alle quali invece già sono stati associati terremoti distruttivi.
Un esempio potrebbe essere la faglia dei Monti della Laga (almeno per la mia incolumità e per quello della mia famiglia mi auguro che sia).
Una faglia silente che presenta un rigetto notevole (800 mt) e segni di attivazione olocenica ma alla quale non si riesce ad associare nessun terremoto distruttivo storico (negli ultimi 1000 anni). Però in occasione del terremoto aquilano questa si è attivata con magnitudo 5.1 e logicamente in superficie è difficile osservare spostamenti significativi.
Non sarà mica che allora questa faglia negli ultimi 1000 anni si sia comportata così e cioè con rilasci di energia non molto elevati? Non è possibile che questa sia la sua "recente" tendenza?
Comunque sono solo mie semplici supposizioni.

Ciao e intanto contracambio gli Auguri a Michele.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Ma si ma si Alex, sono d'accordo. Ma è proprio per questa incertezza che posso dire: la faglia c'è, è molto profonda ed estesa, non so come e se rilascerà l'energia, ma a favore di sicurezza faccio le cose per bene. Non intendevo muovere una critica ai documenti fin qui prodotti (classificazioni e quant'altro), ma alla superficialità dei preposti. Si tratterebbe di far rispettare semplicemente la legge. Perchè l'Aquila e tutto lo strascico non si ripeta, per non sentir ripetere le stesse cose e accuse, con in più "solo" tanta e tanta sofferenza.
ciao

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se ho capito dove sei ci sono fasci scledensi e altri associati tutti sismogenetici con tratti meno attivi ma sei vicino a zone attive Friuli e zona veronese Garda senza dilungarsi nel resto. fai bene a essere prudente


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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scledensi ma anche valsuganesi (la faglia del Quartier del Piave è uno di questi).
A ovest c'è la zona sismogenetica del thrust Bassano-Cornuda, ad Est quello del Cansiglio e via via quelli friulani, tutti sul fonte Prealpino delle Alpi Meridionali, quindi zone calde

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Ora il Comune si è costituito parte civile. Manca la Provincia e la Regione. Nessun Amministratore locale indagato. Ma il territorio da chi è gestito? Dagli Istituti di ricerca? Dallo Stato? La prevenzione a chi spetta?

http://ilcentro.gelocal.it/laquila/crona...-civile-3225475

La vicenda sta assumendo toni ridicoli.....disgustosi, almeno il buon gusto di prendere le distanze dato che finora si è stati "graziati" dalle indagini.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Originariamente inviato da: Alex-64
E' un problema che è stato affrontato nel convegno che si è tenuto ad Assergi il 14 dicembre scorso.
Con l'applicazione delle NTC ormai la zonazione non ha più senso, il problema invece è l'obbligo di redazione di studi di microzonazione sismica, i danni maggiori (quasi totali) logicamente sono provocati dallo scuotimento ma dato che queste benedette faglie si vedono e non è così complesso certificarne l'attività è anche opportuno studiarle e vicolare l'edificazione almeno nella zona accertata di deformazione. Questo aspetto nelle NTC non è affrontato.
In California si fa dal 1972!! Anche in Nuova Zelanda!!! In Francia!!
In Italia no! Sia per una questione di ignoranza che di possibili interessi che verrebbero preclusi da una vincolistica simile.
Questa è la storia che ci ha sempre caratterizzato come nazione.
Guardati ora questa bella immagine dove vengono sovrapposte le faglie attive alla carta di zonazione sismica adottata con l'Ordinanza 3274/2003....guarda il comune dell'Aquila come è messo (zona 2) senza considerare la storia sismica recente e documentata che ha avuto!!!

Alex, quello di cui parli è il problema che viene affrontato qui?
"Recentemente, BONCIO et alii(2012) hanno analizzato il problema della zonazione della pericolosità locale dovuta a fagliazione cosismica di superficie, anche con lo scopo di migliorare ed integrare quanto già specificato in Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica.
Tale lavoro si ispira all’Alquist-Priolo Earthquake Fault Zoning Act, una legge adottata dallo stato della California (USA) a partire dal 1972 (BRYAN & HART, 2007)..."
( http://geologiabruzzo.it/files/download/microzonazione%20sismica/lineeguidams_v1_2_online.pdf , al paragrafo 3.1., p.17. ).

E per quanto riguarda la microzonazione, in altri Stati si fa già? E da quanto tempo?

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