Magnitudo e distanza epicentrale e profondità li abbiamo sempre o quasi. Nel nostro caso sono esattamente determinati. Potremmo al limite utilizzare una Mw 7 o 7.06 nel caso di worst scenario della zonazione sismica INGV, ma io userei il 6.3 del mainshock, profondità 9 km e distanza epicentrale 5 o 6 (adesso non ricordo esattamente).

Western e eastern NA si riferisce al NorthAmerica, modelli di propagazione già pronti per gli USA. Suggerireri di iniziare con questi mentre si reperiscono i dati necessari per un'analisi custom: stress-drop, Vs crostale (si tratta di crosta superiore con parte di basamento cristallino acido e non basico ed il resto carbonatico)e non ricordo cos'altro, non ho il programma in questo PC. La Vs è facile da definire, sullo stress drop non ho idea, ma ci dovrebbe essere qualcosa nei recenti articoli sul terremoto aquilano.
All'inizio eseguirei un'analisi non probabilistica, con una sola realizzazione del processo aleatorio, per studiare bene i risultati e paragonarli a quelli ottenuti nella prima analisi con l'accelerogramma AQG.

Può essere uan buona idea usare la FAS ottenuta dal metodo sorgente per l'analisi RVT, anche se un'obiezione potrebbe essere quella che abbiamo già il segnale definito da sismometri ufficiali (è un segnale che già contiene tutti gli effetti del meccanismo di sorgente), inoltre c'è l'aspetto della normalizzazione agli spettri di normativa.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)