Geoscientists are studying several major questions about plate tectonics itself:
* What moves the plates? * What creates volcanoes in "hotspots" like Hawaii that are outside subduction zones? (see A Hotspot Alternative) * How rigid are the plates, and how precise are their boundaries? * When did plate tectonics begin, and how? * How is plate tectonics connected to the Earth's mantle below? (see About the Mantle) * What happens to subducted plates? (see The Death of Plates) * What kind of cycle do plate materials go through?
Mi sembra comunque di capire che il lavoro non manchi....
Credo di avere un'idea abbastanza precisa di come gli scenziati intendano zolle, fratture, moti convettivi e relative interazioni. Conoscenza da appassionato preciso, non da studioso.
Una pentola sferica che bolle, con una sottile pellicina solidificata in superficie che continua a spaccarsi per effetto dei moti convettivi, rotazione, gravità, etc....
Tornando ai cristalli, questi metamorfici regionali non sembrano fare al mio caso. Almeno se è vero che il processo (molto lungo) può durare anche qualche milione di anni.
Domanda: In qualche milione di anni (quindi minimo 2) una placca non si è completamente rinnovata? Quanto si spostano ogni anno?
l'immagine del pentolone che bolle per far capire come avengono i moti convettivi che dovrebbero essere il motore della tettonica delle placche, deve essere inbteso come semplice esempio, perche nella realtà i processi in gioco sono molto più complessi (un esempio su tutti: se fosse vero che sotto alle dorsali medio-oceaniche si trova un canale preferenziale di magma in risalita ci si dovrebbe trovare in presenza di zone a densità minore a causa dell'elevata temperatura del materiale; nella realtà invece non è così). Le velocità di movimento vanno dai diversi centimetri all'anno (se non ricordo male quella pacifica) a molto meno. Le teorie che provanoi a giustificare questo "motore" sono innumerevoli: si è partiti dal famoso "pentolone" fino ad arrivare tirare in gioco l'effetto di marea dovuto all'interazione sole-luna-terra insieme alla deriva indotta dalla rotazione stessa della terra.
L'argomento è molto complicato, come hanno detto i colleghi. Devi capire che bisgnerebbe condensare non meno di 3 corsi universitari oltre che 3 o 4 libri in un post e non è facile...... eccoti un libro che potrebbe aiutarti, considera però che non un testo tecnico e dovrai aiutarti con google o altro: http://tetide.geo.uniroma1.it/sciterra/sezioni/doglioni/Publ_download/ElementiTettonica.pdf
un cenno sui cristalli: Un cristallo non è altro che una porzione della materia disposta in un reticolo cristallino in maniera regolare con una struttura che risponda alle leggi della simmetria. Il fatto che si formi un cristallo piuttosto che un altro e doviuto a diveris fattori: - quantità degli elementi di partenza. In funzione di questi si formeranno un certo tipo di minerali piuttosto che un altro. Gli elementi prediligono alcuni tipi di legami e con alcuni altri elementi piuttosto che altri. Qui entriamo in ambito chimico - Pressione e temperatura di base. Senza quelle giuste non si possono formare i minerali finali. come esempio vale quello che ti hanno già fatto: carbone----grafite----diamante.
I moti convettivi là sotto potrebbero essere come quelli che si vedono chiaramente su Giove o sugli altri gioviani? Sono tutti a strisce (In superficie).
Il fatto di non avere una crosta rigida, potrebbe mostrare più evidentemente il "motore"?
Alcune di queste strisce qui sulla terra, potrebbero essere le faglie a scorrimento laterale perpendicolari alla dorsale atlantica?
Nei cristalli ho letto delle falde che si respingono per il potenziale e per questo sono il punto debole..... Forte!
1) non sono molto ferrato in geografia astronomica e ho paura quindi di non poterti rispondere
2)certo che se non ci fosse la crosta rigida potremmo vedere chiaramentecosa succede sotto, cosa che normalmente possiamo solo interpretare elaborando le osservazioni che facciamo in superficie (un pò quello che fanno i dottori con noi). Però considera anche questo: il sistema che abbiamo in questo momento è frutto delle condizioni attuali e grazie ad esse si conserva tale. Modificane uno e cambierebbe veso un nuovo equilibrio.
3)non ho capito che intendi. Vuoi forse dire che le "strisice" possono essere assimilate alle nostre faglie? se è questo il caso ti rispondo di no perche in teoria a meno di dire fesseriele zone a colorazione diverse sono date proprio da materiale a composizione diversa, invece le faglie si formano anche nello stesso materiale. Sono esclusivamente dovuti ad un processo fisico non chimico inteso in senso stretto, almeno. Si creano per risposta fragile ad una sollecitazione. Spingo oggi, spingo domani (oppure tiro, è lo stesso si crea solo una faglia di tipo diversa) fin tanto che la roccia raggiunge il suo punto di limite massimo e si rompe. L'energia rilasciata è grande in funzione proprio della lunga tempistica di azione, perche per piccoli sforzi prolungati nel tempo, la roccia risponde elasticamente e quindi a piccola spinta corrisponde piccola deformazionee così via fino a quando oltre un tot si rompe rilasciando istantaneamente tutta l'energia accumulata. Sinvece la stessa roccia gli imponi una certa forza ma velocemente questa si rompe subito impiegando una minima energia. Se conoscessi qualcuno che avesse un laboratorio geotecnico potresti vedere nella pratica quello che dico seguendo una prova di compressione uniassiale con velocità bassissima e altissima.
No, le strisce di Giove (e gioviani) potrebbero essere assimilate solo ai moti convettivi ideali di un astro generico. Probabilmente sotto la nostra crosta avviene lo stesso, ma le perturbazioni della crosta unite ad una diversa fluidità del magma modificano il risultato finale. Quello che credo, è che il "motore" sia lo stesso. Forse anche sotto la nostra crosta materiali diversi risalgono a latitudini diverse. Potrebbe essere dovuto all'azione combinata rotazione-gravità che in qualche modo funziona da filtro.
Sudamerica ed Africa, generate dallo stesso movimento, potrebbero essere il risultato di una azione di questo tipo:
La dorsale atlantica inizialmente era dritta, poi per effetto dello stesso fenomeno "a bande" gioviano si è curvata dando l'impressione di un incastro perfetto. Bande che possiamo osservare nelle falde a scorrimento laterale perpendicolari alla dorsale stessa.
Lo so, non conoscendo termini tecnici, potrei essere frainteso e vedo che succede....
Comunque per maggiore chiarezza allego un'immagine in cui ho cerchiato in rosso quello che tento di spiegare. Si vede chiaramente la dorsale interrotta dallo scorrimento laterale.
Per continuare sui cristalli, avrei bisogno di alcune risposte, ad alcuni quesiti particolari:
Ho visto che le rocce metamorfiche sono interessate da un fenomeno in cui la struttura per effetto del calore, della pressione o di entrambi, viene modificata. Questo processo avviene in entrambe le direzioni, tant'è che ho letto di un metamorfismo "retrogrado".
C'è un modo per datare i cambiamenti? Esiste un test di laboratorio capace di determinare la data in cui il processo è avvenuto?
No, le strisce di Giove (e gioviani) potrebbero essere assimilate solo ai moti convettivi ideali di un astro generico. Probabilmente sotto la nostra crosta avviene lo stesso, ma le perturbazioni della crosta unite ad una diversa fluidità del magma modificano il risultato finale. Quello che credo, è che il "motore" sia lo stesso.
mi dispiace ma è stato ampiamente dimostrato che il motore non possono essere i moti convettivi e ti faccio un esempio per giustificarti la mia affermazione. Pensa alla dorsale pacifica. Il lato sinistro della dorsale (osservando dallo spazio) è lungo migliaia di chilometri e per tutta la sua lunghezza avviene il movimento senza verificarsi quasi per niente una dissipazione del movimento se non per attrito con il materiale sottostante, per poi subdurre al largo del continente asiatico. Se il motore fosse la forza della spinta del magma in risalita questa si dissiperebbe quasi subito visto l'estensione della crosta....
Originariamente inviato da: Pierlo
Forse anche sotto la nostra crosta materiali diversi risalgono a latitudini diverse. Potrebbe essere dovuto all'azione combinata rotazione-gravità che in qualche modo funziona da filtro.
non capisco cosa intendi con filtro, ma il materiale in risalita ha la composizione che dipende dal'area da dove si è distaccata (normalmente l'astenosfera) con una composizione molto basica per poi differenziarsi con la risalita e qui ha due possibilità restare basico o comunque poco acido, o subire differenziazioni con cristalli formatosi all'inizio che si separa dal "fluido" in risalita diventando così più acido
Originariamente inviato da: Pierlo
La dorsale atlantica inizialmente era dritta, poi per effetto dello stesso fenomeno "a bande" gioviano si è curvata dando l'impressione di un incastro perfetto. Bande che possiamo osservare nelle falde a scorrimento laterale perpendicolari alla dorsale stessa.
La dorsale atlantica non era dritta si è formata più o meno con la stessa forma attuale, se guardi le coste africane e sud-americane insieme alla dorsale stessa hanno forme pressoché identiche. Semplicemente la zona di debolezza lungo cui si è formata la dorsale e che ha portato all'oceanizzazione di quell'area ha seguito quell'andamento, sicuramente perche quella era la via migliore lungo cui poteva formarsi (leggi zone di debolezza/discontinuità)
Originariamente inviato da: Pierlo
Comunque per maggiore chiarezza allego un'immagine in cui ho cerchiato in rosso quello che tento di spiegare. Si vede chiaramente la dorsale interrotta dallo scorrimento laterale.
quela che tu chiami scorrimento laterale si chiama faglie transformi e sono faglie con movimento totalmente orizzontale lungo piani di faglia (fratture) verticali. Si creano/si sono create perche la terra è sferica e se immagini che una dorsale si sviluppa da nord a sud su di un corpo sferico, per uno spostamento che si verifica vicino ai poli di x, deve necessariamente essere maggiore ai poli e il trasferimento di questa diverso allargamento dai poli all'equatopre, porta allaformazione delle faglie trasformi e non i moti convettivi.
Per quanto riguarda i minerali metamorfici questi essendosiformati in ambienti a pressione e temperatura diversi da quelli in cui si trovano quando arrivano in superficie, subiscono il metamorfismo retrogrado che porta il minerale diciamo ad invertire tutti i processi che lo hanno reso il minerale metamorfico per tornare così, dopo milioni di anni ad un altro minerale. La sua condizione di transizione viene definite "metastabile". anche il diamante lo è infatti tra milioni di anni tornerà carbone, ma tra milioni di anni.....
mi dispiace ma è stato ampiamente dimostrato che il motore non possono essere i moti convettivi e ti faccio un esempio per giustificarti la mia affermazione. Pensa alla dorsale pacifica. Il lato sinistro della dorsale (osservando dallo spazio) è lungo migliaia di chilometri e per tutta la sua lunghezza avviene il movimento senza verificarsi quasi per niente una dissipazione del movimento se non per attrito con il materiale sottostante, per poi subdurre al largo del continente asiatico. Se il motore fosse la forza della spinta del magma in risalita questa si dissiperebbe quasi subito visto l'estensione della crosta....
Ah.... e cosa muoverebbe tutto se non i moti convettivi sottostanti, la rotazione, la gravità.....?!??
Qui cominciano le ipotesi. Come ti ho già detto si ipotizzano diverse teorie. purtroppo moltissime ancora dibattute altre trattete da alcuni come eresie. Da questo punto di vista potrei incollarti paripari la risposta che il prof. Mucciarelli ti ha dato nell'altro tuo thread. Le teorie sono molte e gli scienziati si dividono in diverse schiere abbracciandone una o l'altra e spesso anche grazie agli stessi dati otttenuti da indagini, trovano conferme a diverse teorie. Sembra assurdo ma è così. Dal mio corso di geodinamica tenuto dal prof. Doglioni (la cui pagina personale è questa, http://tetide.geo.uniroma1.it/sciterra/sezioni/doglioni/Doglioni_home.html ) puoi consultare moltissimi suoi lavori proprio riguardante questo argomento. Certo lui porta avanti le sue convinzioni e le sue teorie, ci mancherebbe che non fosse così, ma ti posso dire che durante il corso ci ha spiegato anche le altre, anche se si dichiarava scettico. Alcune di queste teorie includono l'interazione sole-luna come ti dicevo prima e l'azione della rotazione terrestre. Di una cosa posso essere certo. il mio prof diceva che cmnq ogniuna di queste da sola non basta per spiegare il meccanismo. Forse una interazione di diversi, o forse semplicemente una forza o meccanismo ancora non scoperto. Non saprei dirti. Posso però dirti che i moti convettivi, dalla mia formazione, non sono sufficienti a giustificare quello che succede