SE LEI VA A VEDERE IL VIDEO CHE HO INSERITO SU YOUTUBE OCCORRONO 10 MODI, SIAMO IN SICILIA, NON CAPITA DI FREQUENTE, MA A VOLTE CAPITA DI AVER NECESSITà DI OLTRE 4 MODI.
Infatti è vero, lo abbiamo riscontrato dai test in Sicilia. Per fortuna riusciamo a trattare oltre 50 modi.
L'OSSERVAZIONE DA FARE è: QUELLO CHE LEI MISURA IN CAMPAGNA CHE MODO è ? QUELLO FONDAMENTALE ? IL 3° MODO O COSA ? LEI MISURA LA CURVA APPARENTE O EFFETTIVA CHE è UNA COMBINAZIONE DI TUTTI I MODI INSIEME QUINDI ....
Concordo con Lei.
....ANCHE SE LEI CALCOLA NUMERICAMENTE I MODI SUPERIORI E LI FA VEDERE DOPO, MA NON LI USA NEL'ANALISI DI INVERSIONE IL SUO RISULTATO è NON AFFIDABILE SE IL SITO è INVERSAMENTE DISPERSIVO, CIOè SE ESITONO INVERSIONI DI VELOCITà.
Quando ci sono delle inversioni di velocità occorre tarare il modello.
QUESTO è PALESEMENTE NON VERO.
LO SANNO TUTTI I RICERCATORI DEL MONDO CHE SE IL SITO è INVERSAMENTE DISPERSIVO, CIOè CON INVERSIONI DI Vs, ALLORA USARE SOLO IL MODO FONDAMENTALE CONDUCE A RISULTATI MOLTO GROSSOLANI.
Ci stiamo lavorando. A breve, al massimo nella prossima settimana , nel processo di inversione saranno presi in considerazione tutti i modi.
Inoltre è anche ben noto che nell’inversione di sistemi non lineari esistono sempre problemi di “intrappolamento” in minimi locali, così come evidenziato dal progetto SESAME. Quindi, anche l’uso di 50 modi può portare a risultati non realistici, fatto salvo, come ha giustamente sottolineato, che si sia in grado di distinguere 50 modi che potenzialmente possono anche sovrapporsi (dove si farebbe il picking, e per quale modo?). È ben noto anche, così come ben esposto da Marc Wathelet, che in caso di sovrapposizione modale, difficilmente si riesce ad individuare sinteticamente i modi associati al modello stratigrafico, e quindi anche la curva sintetica restituita in forward risulta poco attendibile. Lo stesso evidenzia che esistono casi in cui l’uso di modi superiori non comporti un sensibile miglioramento dei risultati poiché contengono informazioni ridondanti rispetto a quello fondamentale, e che si possono ottenere i medesimi risultati, se non migliori, semplicemente fornendo poche informazioni sul modello note a priori (nella pratica è infatti più facile reperire informazioni sulle caratteristiche stratigrafiche che non riuscire a distinguere i modi superiori in uno spettro apparente). Le sue conclusioni riguardo all’uso dei modi superiori nel processo di inversione, sulla base di sperimentazioni condotte nello stesso progetto SESAME, sostengono infatti che, se anche in teoria l’impiego di modi superiori contribuisca a migliorare l’intero processo di calcolo, la difficoltà nell’avere a disposizione buone curve di dispersione inficia la possibilità di adoperare gli stessi, ma che possono essere adoperati per un controllo a posteriori sull’inversione condotta con il solo modo fondamentale.
MI SPIACE INTERVENIRE IN QUESTO TIPO DI DIBATTITI, MA OCCORRE ESSERE CHIARI, PRECISI E SOPRATTUTTO PREPARATI CON I PROFESSIONISTI. ALTRIMENTI DIVENTA SOLO UN'OPERAZIONE DI TIPO COMMERCIALE E POCO SCIENTIFICA.
Perché dispiacersi? Lei dà un grosso contributo alla comunità scientifica. I concetti del mezzo dispersivo e di dispersione di velocità li abbiamo e, direi, anche molto chiari. Purtroppo abbiamo avuto dei problemi matematici particolarmente complessi da risolvere nell’interpretare i modi superiori.
Problemi che per fortuna abbiamo risolto in quanto facciamo parte di uno Spin-off con il Centro di Eccellenza del Super Calcolo computazionale e di matematica dell’UNICAL. Con i quali oltre al caso in esame stiamo studiando altre tecniche per la geofisica.
Ing. Filippo Catanzariti