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In base alla vostra esperienza, vi pare possibile che, attraverso il Protocollo per la definizione dei valori di fondo per le sostanze inorganiche nelle acque sotterranee dell'ISPRA (respiro..), si possa distinguere se i metalli come Fe, Mn, As (anche se non proprio un metallo)... derivano dal rilascio naturale dei terreni, ovvero solo dal mondo minerale? Lo avete mai utilizzato questo protocollo?
The road not taken (Robert Frost)
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OP
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Trovo semplicemente inquietante il vostro silenzio. Provo a definire meglio il problema. Non siamo di fronte a un sito d'interesse nazionale, ma ci troviamo a dover trattare molti dati sulla qualità delle acque sotterranee, collocate in falde acquifere tra -1,2 e -8,5 m dal pc. Queste evidenziano continui superamenti dei limiti tabellari (CSC) riportati sul D.Leg 152/06. Dato che i piezometri sono circondati da numerosi fonti di potenziale inquinamento, le Autorità hanno deciso, seguendo il "Protocollo per la definizione dei valori di fondo per le sostanze inorganiche nelle acque sotterranee"(ISPRA aprile 2009), di procedere alla definizione degli stessi, aggiungendo anche altri parametri. Avete mai sperimentato una qualche metodologia finalizzata a questo scopo? Quali tecniche di laboratorio consigliereste per individuare la misura del rilascio in falda, di certi metalli, da parte dei terreni "naturali"? Massimo Della Schiava  , rispondimi almeno tu (anche con un invito a desistere..)
The road not taken (Robert Frost)
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sono cose molto ma molto specialistiche che vanno affrontate caso per caso e penso non ti rispondano per evitare di dire c...te o perchè sono tua controparte e non ti vogliono dare vantaggi....!!! (sic) desisti!!!
Ultima modifica di michelec; 19/01/2011 07:33.
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Eccomi qua!! Scusami ma mi era sfuggita la richiesta. Dunque, non mi sono mai occupato di fondo naturale ma so di cosa si tratta. Il metodo è applicabile, in quanto utilizza un approccio statistico rigoroso (vuole almeno 30 punti di campionamento rappresentativi) ed analizza i dati di due distribuzioni di probabilità all'interno del sito ed all'esterno del sito (quindi in teoria 30 punti interni e trenta punti esterni.... 'na marea, è per questo che si usa nei SIN). Ai siti normali (intesi come di limitate dimensioni) è difficilmente applicabile in quanto difficilmente hai a disposizione un numero elevato di punti di controllo rappresentativi. Da dire poi che elevati tenori di fe e Mn in acque oltre che di origine naturale possono essere di origine antropica "indiretta". Mi spiego meglio, ci sono studi che dimostrano che la presenza di organoalogenati in falda possono far variare le condizioni a tal punto che le rocce cedono questi metalli e quindi possono essere utilizzati come "spia" per la ricerca di altre contaminazioni. Se vuoi fare la determinazione del "fondo naturale" devi quindi avere a disposizione (o farli fare) un numero elevato di punti di controllo e inoltre devi essere abbastanza ferrata in statistica (ricorda sempre la legge del "GIGO"="garbage in-garbage out). Se ti manca uno di questi due punti, o ti fai aiutare o desisti.
Massimo
Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero;infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace. (Tacito, Agricola, 30).
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Dal 2002 i punti di controllo (interni/esterni) sono in totale circa una quarantina..Se le autorità decideranno l'avvio della procedura, certo dovranno aumentarli... Non mi preoccupo delle statistiche, dovrò fidarmi della multinazionale che elaborerà i dati. Ciò di cui mi devo rendere conto è l'attendibilità del metodo che potrebbe provare l'attribuzione del rilascio di alcuni parametri da parte non della roccia, ma di campioni di sedimenti della falda acquifera e dei depositi soprastanti. Dispongo di molti valori sulla presenza degli organolaogenati nelle acque sotterranee quindi, cercherò in bibliografia la loro relazione con i metalli che citi. Non ho ancora raggiunto il "punto di non-ritorno", credo...sono ancora in tempo per desistere...attendo anche i vostri segnali per capire
The road not taken (Robert Frost)
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Da dire poi che elevati tenori di fe e Mn in acque oltre che di origine naturale possono essere di origine antropica "indiretta". Mi spiego meglio, ci sono studi che dimostrano che la presenza di organoalogenati in falda possono far variare le condizioni a tal punto che le rocce cedono questi metalli e quindi possono essere utilizzati come "spia" per la ricerca di altre contaminazioni. ... Massimo Gent.mo Massimo, pensavo di trovarti a Firenze, al Forum. Mi ero fatta descrivere la tua fisionomia, ma proprio non ti ho visto. Avevo la macchina piena di analisi chimiche.."E' stato meglio così" (stai pensando, eh?)  Volevo dirti che non ho trovato in bibliografia, qualcosa che collegasse il fenomeno che ho quotato. La possibilità di rilascio di Fe e Mn, in quelle condizioni che citi, vale anche per terreni sciolti, che tu sappia?
The road not taken (Robert Frost)
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Iscritto: Mar 2002
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Ciao Donatella, non ti ho risposto prima in quanto fuori sede e purtroppo non c'ero al forum in quanto ad una CdS.
Tornando al Topic, non mi ricordo esattamente dove l'avevo letto, credo in una pubblicazione dell'arpa emr (o di qualche altro ente che anche a me non riesce di ritrovare). La cosa è venuta fuori anche in una CdS al Ministero per il SIN di Massa Carrara dove la presenza di Fe, Mn e As è stata correlata alle condizioni di basso potenziale redox della falda, infatti questi elementi si mobilizzano in ambienti riducenti (basso potenziale redox) per alterazione dei minerali presenti nei sedimenti a contatto con la falda. La loro presenza è caratteristica in acquiferi a bassa permeabilità e alimentati direttamente dalla superficie. Nel caso di siti contaminati però possono essere anche considerati come elementi spia di basse condizioni redox antropiche (es falda contaminata da organoalogenati).
Prova a fare un po di ricerche su questi argomenti, è tutta funzione del potenziale redox della falda, se è basso devi capire se è di origine naturale o indotto da contaminazione (con presenza anomala di Fe, Mn e As).
PS conosci mica Michele Galloni (geologo della stessa tua città)?
Massimo
Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero;infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace. (Tacito, Agricola, 30).
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PS conosci mica Michele Galloni (geologo della stessa tua città)?
Massimo
Non mai avuto l'onore di imbattermi su di lui. Mi consigli di cercarlo?
The road not taken (Robert Frost)
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Iscritto: Apr 2009
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interessante il discorso delle condizioni Redox, succede anche dalle mie parti ma sono falde "fossili" nella morena senza As e nella pianura con zone locali con As
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Dalle mie parti è un fenomeno che si riscontra molto spesso nelle falde superficiali della fascia pedecollinare. Sono acquiferi di modesta estensione laterale con bassa permeabilità e bassa ricarica. Le condizioni riducenti determinano il passaggio da Fe3+ a Fe2+ che è molto più solubile.
Le caratteristiche dell'acquifero, intese come ambiente di formazione, paramteri idrogeologici e condizioni al contorno, dovrebbero aiiutarti a capire se le condizioni che rilevi sono naturali o antropiche.
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