Trovo semplicemente inquietante il vostro silenzio.
Provo a definire meglio il problema.
Non siamo di fronte a un sito d'interesse nazionale, ma ci troviamo a dover trattare molti dati sulla qualità delle acque sotterranee, collocate in falde acquifere tra -1,2 e -8,5 m dal pc.
Queste evidenziano continui superamenti dei limiti tabellari (CSC) riportati sul D.Leg 152/06.
Dato che i piezometri sono circondati da numerosi fonti di potenziale inquinamento, le Autorità hanno deciso, seguendo il "Protocollo per la definizione dei valori di fondo per le sostanze inorganiche nelle acque sotterranee"(ISPRA aprile 2009), di procedere alla definizione degli stessi, aggiungendo anche altri parametri.
Avete mai sperimentato una qualche metodologia finalizzata a questo scopo?
Quali tecniche di laboratorio consigliereste per individuare la misura del rilascio in falda, di certi metalli, da parte dei terreni "naturali"?
Massimo Della Schiava

, rispondimi almeno tu (anche con un invito a desistere..)