Rivedendo il modello, una descrizione mai letta prima e molto convincente è il parallelo tra Giove, la terra e le bande orizzontali.
Nella prima fig il movimento sversato delle bande "terrestri" a causa della combinazione di rotazione, gravità, movimento conico e fluidità sembra includere e considerare tutte le varianti.

Il fatto che vi sono alcune porzioni di crosta "mai rinnovate" con circa 3,5 mld di anni mi fa pensare, oltre ad una sottile crosta, anche ad una fase viscosa molto spessa, che riduce le celle convettive nella fase più fluida e dinamica a quote molto profonde, comunque in grado di trasmettere moto in superficie, ma insufficiente al rinnovo di alcune di esse.

Sembra molto più appiccicosa, di quello che credevo.

Le varie perturbazioni alle bande, disseminate sulla superficie, sembrano più dovute a blocchi viscosi e prozioni di crosta parzialmente arenati. Più frequenti nelle zone tropicali.

I plumes sembrano la prova che una certa profondità ci siano queste bande proprio identiche a quelle di Giove. Se così non fosse non riuscirei a capire perchè c'è un punto fisso che sbuffa. Oltre una certa profondità deve esserci maggiore stabilità.
Quello hawaiano, sembra abbia virato (ed accelerato) nettamente ad est rispetto alla crosta di circa 90° a 30° a nord dall'equatore che come in tutti gli astri ruota più velocemente ed ora sembra virare più a sud.

Devo dire che la spiegazione (quello che sono riuscito a capire) è molto bella.

Ho iniziato con le subduzioni ed ho saputo mooooolto più di quanto sperassi, ma ancora sono qui:

Perchè anche lui dice che un lembo (il più fino) si infila sotto quello più spesso?

Perchè guardando i modelli in 3d della terra a me sembra che siano 2 lembi ripiegati ad infilarsi e non uno?

Le zone di subduzione sembrano trascinare sotto le due placche adiacenti.


Ultima modifica di Pierlo; 22/01/2011 22:37.