Da soli
si ottengono sicuramente minori
risultati, abbiamo un peso minore.
Per questo dobbiamo superare
gli ostacoli pregiudiziali, superare
i conflitti all’interno dello stesso
organismo e quelli relativi ai conflitti
di competenze. Come quello
storico tra geologi e ingegneri per
gli aspetti geotecnici». Dal convegno
di Firenze, i geologi sono usciti
con le linee guida elaborate dal
Consiglio nazionale dei Geologi
per l’applicazione del Ntc 08 che
si presta ad interpretazioni ambigue.
«Ci siamo dati delle regole, un
modello non impegnativo che può
essere utilizzato sia da parte della
pubblica amministrazione, sia da
parte dei professionisti che redigono
i progetti». Quello che non
piace del decreto ministeriale entrato
in vigore il 1 luglio 2009, in
piena emergenza post terremoto
dell’Aquila, sono gli aspetti legati
alla diversa applicabilità della
norma. «In diverse parti d’Italia
le norma viene applicata in maniera
diversa», spiega Graziano,
«anche all’interno della stessa
regione, per esempio i geni civili,
la applicano in maniera diversa».
Ma non c’è soltanto la legge a non
andare bene. Non piace neppure
la circolare applicativa per i laboratori.
«C’è una minor attenzione
alle problematiche geologiche, in
particolare emergono problemi
quando si parla di laboratori certifi
cati. Abbiamo impugnato davanti
al Tar una circolare per evidenti
sovrapposizioni tra attività intellettuali
e professione di geologo».
Oltre alla questione dei laboratori,
ben più importante è la vicenda
relativa alla relazione geologica
previsto nel dlgs 163/06. «Vogliamo
impugnare il regolamento attuativo
del decreto legge in quanto
è stato tolto, nella strutturazione
della relazione geologica, un passaggio
per noi importantissimo.
Quello relativo alla situazione
prima e dopo la realizzazione di
un’opera. La comparazione era
prevista dal decreto legislativo e
invece non c’è nel regolamento.
Questo non è accettabile, oltre al
fatto che per noi valutare la situazione
prima e dopo è fondamentale
per la realizzazione dell’opera
stessa».