Buogiorno a tutti
Rientro da pausa forzata...
L'italia è lunga e varia e come dice Pasionaria in pianura Padana se non puoi usare indagini (o meglio l'utilizzo delle certificate diviene di fatto proibitivo nei costi e nei tempi) si và in cerca di sgradite sorprese per quanto ti limiti allo sola geologica.
Mi ripeto
se dovessere andare in porto l ricorsi è meglio metterci a scrivere da noi le regole dell'indagine/laboratorio e non farcele scrivere da altri visto che tendono a "perfezionarsi" e divenire inattacabili.
Esprimiamo una serie di geoambiente (limitato ma rrappresentativo) e di indagini "adatte/efficaci" perchè l'esigenza della qualità è reale. Un DL30 in sedimenti soffici perilagunari è prefettamente inutile, la stessa prova in deboli coperture montane in luoghi impervi è esttremamente utile. Insomma prima del trattamento dati (scusa Mccoy) discutiamo come ricavarli questi dati in maniera affidabile, scientifica economica e condivisa.
Indi se ne ricaverà un modello di "circolare" che per macroaree semiomogenee d'Italia (che sò 10/15) suggerirà (o renderà obbligatorio) certe tipologie d'indagine e di conseguenza certe tipologie di operatori "autorizzati" ad operare. Trà l'altro basterebbe diffondere quersti concetti perchè in tempi relativamente brevi tra l'opera di controllo delle P.A. e il mercato si passi a "selezionare" gli operatori seri, qualificati da i venditori di fumo.
Poi se si deve parlare di grandi opere direi che il concetto SOA và bene, probabilmente per l'intero territorio. Ma spessissimo i danni e le vittime sono legate alle piccole e piccolissime opere (ricordate il campeggio trqavolto dalla piena...o quanto incide , vedi l'aquila, una reali microzonazione sismica di "casa in casa"?) e la sindrome da vajont è decisamente fuorviante.
Certo che se i ricorsi falliscono non saprei che fare
saluti a tutti