|
1 membri (Massimo95),
2,078
ospiti, e
2
robot. |
|
Chiave:
Admin,
Mod Globale,
Mod
|
|
|
|
Iscritto: Mar 2004
Posts: 8,350 Mi piace: 4
M Member
|
M Member
Iscritto: Mar 2004
Posts: 8,350 Mi piace: 4 |
...nonostante la statuizione contenuta nella sentenza del Tar Lazio – Roma numero 13483 del 26 maggio 2010 e nelle altre pronunce giurisdizionali sull’argomento, i procedimenti volti al rilascio delle autorizzazioni risultano caratterizzati da ampia discrezionalità (anche per l’incertezza interpretativa delle norme vigenti) e dalla conclusione entro termini non proporzionati al principio di efficienza della Pubblica Amministrazione. FENOMENO DA EVITARE È proprio questo il fenomeno da prevenire, in quanto potrebbe determinare finanche un sovvertimento della ratio legislativa su cui si fondano le circolari ministeriali: si pregiudicherebbero gli interessi degli utenti finali, che risulterebbero destinatari di servizi resi da pochi centri non eccellenti sotto il profilo qualitativo e non uniformemente distribuiti nel mercato di riferimento Questa parte mi sembra particolarmente significativa. Ogni tanto qualcuno ricorda ai ministeriali che non sono altro che pubblici dipendenti, non feudatari medievali.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
|
|
|
|
|
Iscritto: Apr 2009
Posts: 6,814
Member
|
Member
Iscritto: Apr 2009
Posts: 6,814 |
a parte la giungla di leggi che si intersecano si contraddicono e si nidificano per cui il privato cittadino si perse e deve per forza ricorrere ad avvocati esperti di dirito amministrativo, oltre all'aspetto positivo evidenziato da Mcoy io non ho ancora ben capito la sintesi che mi sembra ancora un poco ambigua. c'è qualche anima buona che me la può spiegare?
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
|
|
|
|
|
Iscritto: Apr 2005
Posts: 1,886
Member
|
Member
Iscritto: Apr 2005
Posts: 1,886 |
FONTE ITALIA OGGI
L’Ordine nazionale denuncia una carenza cronica dei tecnici nei posti cardine degli enti locali Geologi, pochi nei ruoli chiave Nel Lazio Genio civile totalmente sguarniti – La denuncia al Forum di Firenze
Poco spazio un po’ ovunque, ma soprattutto scarsa possibilità decisionale. L’Italia degli enti locali riserva una manciata di posizioni ai geologi, figura – dicono gli interessati – associata più a un “filosofo della natura” che a un tecnico, con compiti specifici e soprattutto con un ruolo determinante nella prevenzione (e previsione) degli eventi sismici, frane e smottamenti. L’Ordine dei geologi fa quadrato e serra i ranghi. «È incomprensibile il ruolo marginale che ci riservano – tuonano la toscana Anna Maria Fagioli e la romana Tiziana Guida, rispettivamente vicepresidente dell’Ordine toscano e consigliere di quello laziale –. Semplicemente incredibile che in un Paese come il nostro, ad alta attività sismica, i geologi nei posti chiave degli enti locali siano poco più che una manciata e per lo più relegati in ruoli di secondo piano». Vogliono pesare di più, essere consultati in ogni passaggio della pianificazione edilizia, dire la loro e soprattutto stabilire una rete di collaborazione con i “colleghi” ingegneri e architetti. La mano tesa verso gli altri professionisti arriva nel corso del secondo Forum nazionale dei geologi, il 21 gennaio a Firenze, con una sessione interamente dedicata alla costruzione di un dialogo con i rappresentanti delle altre categorie. E con la presentazione delle linee guida sulle Norme tecniche per le costruzioni, un manuale per orientarsi nell’ingarbugliata e non sempre comprensibile selva di disposizioni tra cui anche l’importante capitolo riservato all’antisismica. «Non è possibile mettere in piedi una seria gestione del territorio – dicono ancora – demandando tutto a una sola impostazione tecnica: bisogna lavorare insieme, ciascuno con le proprie competenze». Le loro le rivendicano con forza: solo i geologi, spiegano, sono in grado oggi di prevedere i comportamenti di un territorio, solo i geologi sanno interpretare la tenuta di un edificio su un determinato suolo. «Eppure siamo inascoltati – continuano le geologhe –. Prova ne è la presenza dei colleghi negli enti locali, ma soprattutto nei ruoli chiave». Perché non si tratta solo di esserci, ma anche di contare, indirizzare, decidere. E di geologi nei posti apicali ce ne sono ben pochi. Il Lazio è un esempio lampante di queste carenze. Se infatti – come documenta un monitoraggio dell’Ordine – è operante un Servizio geologico regionale che ha in forze 15 geologi capeggiati da un ingegnere, gli uffici dei Geni civili ne sono totalmente sprovvisti: su sei sedi provinciali che hanno il compito di esaminare i progetti nei Comuni a rischio sismico, non c’è l’ombra di un solo geologo. Va meglio in Toscana dove si contano 1.223 iscritti all’albo, 173 iscritti all’elenco speciale, 73 funzionari pubblici, 20 responsabili degli uffici enti pubblici e solo 10 dirigenti collocati in posti chiave. «Il 98% dei Comuni toscani è a rischio idrogeologico – spiega Fagioli – 280 sui 287 totali sono a rischio frane e alluvioni. Complessivamente, tra abitazioni, strutture industriali e strutture sensibili si può stimare che nei 280 Comuni toscani classificati a rischio dal ministero dell’Ambiente, ci siano oltre 680mila persone quotidianamente esposte a pericolo, cifra che equivale al 18% della popolazione regionale ». Come a dire che il “corredo” di esperti del suolo è gravemente insufficiente per fare fronte a questi numeri. Anche le Marche annoverano 10 geologi nei posti chiave e il Consiglio regionale nell’elencare le norme che indicano indagini geologiche o morfologiche sottolinea come molte delle disposizioni di leggi locali sono sconosciute e quindi mai applicate. Continuando i conti la Sardegna ne annovera 50 e un pugno di norme che fanno riferimento alla nomina di esperti nei comitati tecnici degli enti locali, mentre Basilicata e Calabria possono contare rispettivamente su otto figure collocate nei ruoli dirigenziali e 50 esperti distribuiti nei vari uffici tecnici. E l'Abruzzo del terremoto? Nessuno che ne ha fatto un report? L'Abruzzo senza neanche un Servizio geologico Regionale? A livello di Consiglio Nazionale nessuno rappresenta l'Abruzzo?
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
|
|
|
|
|
Iscritto: Oct 2010
Posts: 164
Member
|
OP
Member
Iscritto: Oct 2010
Posts: 164 |
[/quote] A livello di Consiglio Nazionale nessuno rappresenta l'Abruzzo? [/quote] DI BARTOLOMEO Giorgio - Sez. B - (Ordine dei Geologi dell’Abruzzo) DE PARI Pierfederico SEGRETARIO(Ordine dei Geologi del Molise)
|
|
|
|
|
Iscritto: Jul 2004
Posts: 650
Member
|
Member
Iscritto: Jul 2004
Posts: 650 |
FONTE ITALIA OGGI
L’Ordine nazionale denuncia una carenza cronica dei tecnici nei posti cardine degli enti locali Geologi, pochi nei ruoli chiave Nel Lazio Genio civile totalmente sguarniti – La denuncia al Forum di Firenze
Poco spazio un po’ ovunque, ma soprattutto scarsa possibilità decisionale. L’Italia degli enti locali riserva una manciata di posizioni ai geologi, figura – dicono gli interessati – associata più a un “filosofo della natura” che a un tecnico, con compiti specifici e soprattutto con un ruolo determinante nella prevenzione (e previsione) degli eventi sismici, frane e smottamenti. L’Ordine dei geologi fa quadrato e serra i ranghi. «È incomprensibile il ruolo marginale che ci riservano – tuonano la toscana Anna Maria Fagioli e la romana Tiziana Guida, rispettivamente vicepresidente dell’Ordine toscano e consigliere di quello laziale –. Semplicemente incredibile che in un Paese come il nostro, ad alta attività sismica, i geologi nei posti chiave degli enti locali siano poco più che una manciata e per lo più relegati in ruoli di secondo piano». Vogliono pesare di più, essere consultati in ogni passaggio della pianificazione edilizia, dire la loro e soprattutto stabilire una rete di collaborazione con i “colleghi” ingegneri e architetti. La mano tesa verso gli altri professionisti arriva nel corso del secondo Forum nazionale dei geologi, il 21 gennaio a Firenze, con una sessione interamente dedicata alla costruzione di un dialogo con i rappresentanti delle altre categorie. E con la presentazione delle linee guida sulle Norme tecniche per le costruzioni, un manuale per orientarsi nell’ingarbugliata e non sempre comprensibile selva di disposizioni tra cui anche l’importante capitolo riservato all’antisismica. «Non è possibile mettere in piedi una seria gestione del territorio – dicono ancora – demandando tutto a una sola impostazione tecnica: bisogna lavorare insieme, ciascuno con le proprie competenze». Le loro le rivendicano con forza: solo i geologi, spiegano, sono in grado oggi di prevedere i comportamenti di un territorio, solo i geologi sanno interpretare la tenuta di un edificio su un determinato suolo. «Eppure siamo inascoltati – continuano le geologhe –. Prova ne è la presenza dei colleghi negli enti locali, ma soprattutto nei ruoli chiave». Perché non si tratta solo di esserci, ma anche di contare, indirizzare, decidere. E di geologi nei posti apicali ce ne sono ben pochi. Il Lazio è un esempio lampante di queste carenze. Se infatti – come documenta un monitoraggio dell’Ordine – è operante un Servizio geologico regionale che ha in forze 15 geologi capeggiati da un ingegnere, gli uffici dei Geni civili ne sono totalmente sprovvisti: su sei sedi provinciali che hanno il compito di esaminare i progetti nei Comuni a rischio sismico, non c’è l’ombra di un solo geologo. Va meglio in Toscana dove si contano 1.223 iscritti all’albo, 173 iscritti all’elenco speciale, 73 funzionari pubblici, 20 responsabili degli uffici enti pubblici e solo 10 dirigenti collocati in posti chiave. «Il 98% dei Comuni toscani è a rischio idrogeologico – spiega Fagioli – 280 sui 287 totali sono a rischio frane e alluvioni. Complessivamente, tra abitazioni, strutture industriali e strutture sensibili si può stimare che nei 280 Comuni toscani classificati a rischio dal ministero dell’Ambiente, ci siano oltre 680mila persone quotidianamente esposte a pericolo, cifra che equivale al 18% della popolazione regionale ». Come a dire che il “corredo” di esperti del suolo è gravemente insufficiente per fare fronte a questi numeri. Anche le Marche annoverano 10 geologi nei posti chiave e il Consiglio regionale nell’elencare le norme che indicano indagini geologiche o morfologiche sottolinea come molte delle disposizioni di leggi locali sono sconosciute e quindi mai applicate. Continuando i conti la Sardegna ne annovera 50 e un pugno di norme che fanno riferimento alla nomina di esperti nei comitati tecnici degli enti locali, mentre Basilicata e Calabria possono contare rispettivamente su otto figure collocate nei ruoli dirigenziali e 50 esperti distribuiti nei vari uffici tecnici. E l'Abruzzo del terremoto? Nessuno che ne ha fatto un report? L'Abruzzo senza neanche un Servizio geologico Regionale? A livello di Consiglio Nazionale nessuno rappresenta l'Abruzzo? Alessandro non ti preoccupare..già preso provvedimenti!!
|
|
|
|
|
Iscritto: Jan 2011
Posts: 74
Member
|
Member
Iscritto: Jan 2011
Posts: 74 |
Propongo di dosare al minimo i quote che rendono poco fruibile la lettura, lasciando spazio magari ai soli link di invio ad argomenti d'interesse ... Non so se interessa tutti ma ritengo "intrigante" il presente
http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2011/01_gennaio/31/terremoti_boati_a_fadalto_vertice_per_sapere_se_sismici,28112791.html?shrbox=facebook
il link funziona incollando nella finestra indirizzi
Ultima modifica di ElleGi; 01/02/2011 09:45.
|
|
|
|
|
Iscritto: Oct 2010
Posts: 164
Member
|
OP
Member
Iscritto: Oct 2010
Posts: 164 |
Fonte Italia Oggi
Una ricerca Cresme-Cnappc mette in luce i rifl essi della congiuntura economica negativa Architetti, crisi senza precedenti Il fatturato medio dei professionisti scende da 31 a 25,6 mila € DI IGNAZIO MARINO
Per oltre un terzo degli architetti italiani quella attuale è la peggiore crisi di sempre. Con la conseguente riduzione del fatturato, l’allungamento dei tempi di pagamento delle parcelle e il crescente aumento dell’insoluto. Una crisi, iniziata con l’abolizione dei minimi tariffari inderogabili (decreto Bersani 2006), che sta portando la professione ad una lenta trasformazione. È questa la fotografia scattata dal Cresme su incarico del Consiglio nazionale di categoria. L’impatto della crisi. Per il 37% degli architetti italiani intervistati (600 rilevazioni distribuite tra gli ordini di Milano, Como, Treviso e Bari) quella che la professione sta attraversando è la «peggiore crisi» sinora vissuta. Il 22,5% evidenzia una forte polarizzazione sul mercato tra chi «la crisi non la sente» e chi invece «perde terreno»; un 17,1% sostiene che la crisi si concentra in alcuni segmenti e non in altri mentre. Per il 19%, invece, è in realtà una grande occasione trasformazione. su cinque segnala, sia per il 2009 che per il 2010, la perdita di circa un quarto del proprio fatturato. Anche se l’erosione dei guadagni è iniziata nel 2006 con le prime liberalizzazioni dell’ex ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani che come primo rifl esso ha avuto la graduale emarginazione delle professioni tecniche negli appalti. Il grafi co in pagina evidenzia come nel 2007 il fatturato medio era di 31 mila euro mentre oggi è di 25,6 mila euro. Insoluto e i tempi di pagamento. Nel 2008 solo l’11% del campione affermava che l’insoluto superava il 20% del giro d’affari; nel 2010 la percentuale del campione 13% sostiene che l’insoluto è tra il 10 e il 20% dell’attività. I tempi di pagamento, poi, si allungano: gli enti pubblici passano dai 100 giorni del 2008 ai 140 del 2010; le imprese da 63 giorni a 119; le famiglie da 46 a 81 giorni. L’attività. Per quanto riguarda le attività, il crollo è verticale per la progettazione di nuove costruzioni residenziali e grandi diffi coltà si notano anche nella nuova produzione non residenziale e nelle opere pubbliche. Segnali più confortanti vengono dalla riqualifi cazione del patrimonio residenziale esistente (il 36% lo vede in calo, ma il 30,7% lo vede in crescita) e, soprattutto, dalle attività legate al risparmio energetico. Il commento. «È indubbio», sottolinea Massimo Gallione, presidente del consiglio nazionale degli architetti, pianifi catori, paesaggisti e conservatori, «che la grande maggioranza degli architetti si trovi di fronte ad una situazione di evidente diffi coltà. Ecco perché occorre modifi care il modello dell’organizzazione del lavoro, evolvendo, anche con il supporto di adeguati strumenti legislativi, “le strutture professionali e la stessa gestione degli studi”». Secondo Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, invece, «il quadro che emerge dalla ricerca dovrebbe essere meglio valutato, per la sua criticità, dalla politica».
|
|
|
|
|
Iscritto: Oct 2010
Posts: 164
Member
|
OP
Member
Iscritto: Oct 2010
Posts: 164 |
Fonte Edilportale Antisismica, chiesto adeguamento normativo ai moderni sistemi costruttivi Governo: Italia in linea con l’Ue, no a vincoli che possono ostacolare la circolazione delle merci (di Paola Mammarella) 31/01/2011 - Adeguare la normativa nazionale ai progressi scientifici nel settore della sicurezza antisismica. Alla richiesta, avanzata con una risoluzione presentata alla Camera da Benamati e Alessandri, esponenti di Pd e Lega Nord, il Governo ha risposto evidenziando l’allineamento dell’ordinamento italiano ai principi dell’Ue. Richiesta di adeguamento normativo Secondo i deputati, l’evoluzione delle tecniche di progettazione, i criteri e i moderni dispositivi per la dissipazione dell’energia sismica possono ridurre in modo significativo gli effetti dei terremoti. La complessità e il continuo progresso dei sistemi rende però necessario l’adeguamento della normativa vigente soprattutto in materia di competenze professionali di progettisti e collaudatori, ma anche sulla certificazione per il corretto utilizzo dei dispositivi. http://www.edilportale.com/news/2011/01/...i_21323_15.html
|
|
|
|
|
Iscritto: Oct 2010
Posts: 164
Member
|
OP
Member
Iscritto: Oct 2010
Posts: 164 |
Milleproroghe: Edilizia, dagli Architetti la richiesta di ritirare emendamento su condono 02/02/2011 - "L'ipotesi di riaprire i termini del condono, previste nel Decreto Milleproroghe, è assolutamente inaccettabile. Il condono è una resa inammissibile dello Stato in quanto viene di fatto legittimato ciò che per sua natura intimamente giuridica non lo è stato e non lo potrà mai essere. L'abuso edilizio, se è tale, tale deve continuare ad essere considerato; non esiste alcuna ragione di interesse pubblico superiore nel voler ripercorrere strade che in passato hanno già dato prova di essere assolutamente inefficaci, anzi dannose. Un eventuale ulteriore condono sarebbe inoltre ingiustificato anche dal punto di vista costituzionale ledendo pesantemente i valori previsti dall'art. 9 della Costituzione". http://www.lavoripubblici.it/news/2011/0...ndono_7711.html
|
|
|
|
|
Iscritto: May 2000
Posts: 1,085
Member
|
Member
Iscritto: May 2000
Posts: 1,085 |
Milleproroghe: Edilizia, dagli Architetti la richiesta di ritirare emendamento su condono 02/02/2011 - "L'ipotesi di riaprire i termini del condono, previste nel Decreto Milleproroghe, è assolutamente inaccettabile. Il condono è una resa inammissibile dello Stato in quanto viene di fatto legittimato ciò che per sua natura intimamente giuridica non lo è stato e non lo potrà mai essere. L'abuso edilizio, se è tale, tale deve continuare ad essere considerato; non esiste alcuna ragione di interesse pubblico superiore nel voler ripercorrere strade che in passato hanno già dato prova di essere assolutamente inefficaci, anzi dannose. Un eventuale ulteriore condono sarebbe inoltre ingiustificato anche dal punto di vista costituzionale ledendo pesantemente i valori previsti dall'art. 9 della Costituzione". http://www.lavoripubblici.it/news/2011/0...ndono_7711.html Riguardo questo punto sarebbe bello se, una volta tanto, il nostro Ordine facesse sapere con chiarezza da che parte sta: se con chi continua a violentare il territorio o con chi ha veramente a cuore il nostro patrimonio ambientale.
|
|
|
Link Copiato negli Appunti
|
Forum34
Discussioni21,099
Post147,909
Membri18,179
| |
Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
|
|
|
|