Fonte Italia Oggi

Una ricerca Cresme-Cnappc mette in luce i rifl essi della congiuntura economica negativa
Architetti, crisi senza precedenti
Il fatturato medio dei professionisti scende da 31 a 25,6 mila €
DI IGNAZIO MARINO

Per oltre un terzo degli
architetti italiani quella
attuale è la peggiore
crisi di sempre. Con la
conseguente riduzione del fatturato,
l’allungamento dei tempi
di pagamento delle parcelle e il
crescente aumento dell’insoluto.
Una crisi, iniziata con l’abolizione
dei minimi tariffari inderogabili
(decreto Bersani 2006), che sta
portando la professione ad una
lenta trasformazione. È questa la
fotografia scattata dal Cresme su
incarico del Consiglio nazionale
di categoria.
L’impatto della crisi. Per il 37%
degli architetti italiani intervistati
(600 rilevazioni distribuite tra gli
ordini di Milano, Como, Treviso e
Bari) quella che la professione sta
attraversando è la «peggiore crisi»
sinora vissuta. Il 22,5% evidenzia
una forte polarizzazione sul mercato
tra chi «la crisi non la sente»
e chi invece «perde terreno»; un
17,1% sostiene che la crisi si concentra
in alcuni segmenti e non
in altri mentre. Per il 19%, invece,
è in realtà una grande occasione
trasformazione. su cinque segnala, sia per il 2009
che per il 2010, la perdita di circa
un quarto del proprio fatturato.
Anche se l’erosione dei guadagni
è iniziata nel 2006 con le prime
liberalizzazioni dell’ex ministro
dello sviluppo economico Pierluigi
Bersani che come primo rifl esso
ha avuto la graduale emarginazione
delle professioni tecniche
negli appalti. Il grafi co in pagina
evidenzia come nel 2007 il fatturato
medio era di 31 mila euro
mentre oggi è di 25,6 mila euro.
Insoluto e i tempi di pagamento.
Nel 2008 solo l’11% del
campione affermava che l’insoluto
superava il 20% del giro d’affari;
nel 2010 la percentuale del campione
13% sostiene che l’insoluto è tra
il 10 e il 20% dell’attività. I tempi
di pagamento, poi, si allungano:
gli enti pubblici passano dai 100
giorni del 2008 ai 140 del 2010;
le imprese da 63 giorni a 119; le
famiglie da 46 a 81 giorni.
L’attività. Per quanto riguarda
le attività, il crollo è verticale
per la progettazione di nuove
costruzioni residenziali e grandi
diffi coltà si notano anche nella
nuova produzione non residenziale
e nelle opere pubbliche.
Segnali più confortanti vengono
dalla riqualifi cazione del patrimonio
residenziale esistente (il
36% lo vede in calo, ma il 30,7%
lo vede in crescita) e, soprattutto,
dalle attività legate al risparmio
energetico.
Il commento. «È indubbio», sottolinea
Massimo Gallione, presidente
del consiglio nazionale degli
architetti, pianifi catori, paesaggisti
e conservatori, «che la grande
maggioranza degli architetti si
trovi di fronte ad una situazione
di evidente diffi coltà. Ecco perché
occorre modifi care il modello
dell’organizzazione del lavoro,
evolvendo, anche con il supporto
di adeguati strumenti legislativi,
“le strutture professionali e la
stessa gestione degli studi”». Secondo
Lorenzo Bellicini, direttore
del Cresme, invece, «il quadro che
emerge dalla ricerca dovrebbe essere
meglio valutato, per la sua
criticità, dalla politica».