Nelle zone di subduzione avvengono i terremoti più violenti.
Vorrei fare alcune ipotesi/domande:
Man mano che aumenta la profondità aumentano T e P.
Le rocce sottoposte a questi aumenti possono reagire in 2 modi:
se la temperatura aumenta notevolmente, gli ioni si allontanano, il legame ad un certo punto si rompe e la roccia fonde.
Ma insieme a T anche P sale ed innalza il punto di fusione contrastando l'espansione della roccia.
Ma anche P ad un certo punto può superare il potenziale che tiene uniti gli ioni.
Cosa succederebbe in questo caso? La roccia SUBLIMEREBBE?
Per questo i terremoti in subduzione sono i più forti?
Da questo, siccome penso che i terremoti avvengono SOLO per cambio di fase, ce ne dovrebbero essere di 2 tipi:
Uno avvertibile come una serie di microesplosioni che aumentano da un n minimo in progressione geometrica fino a scemare; un altro più concentrato sul singolo evento e cioè più simile ad una singola esplosione (sublimazione) anzi implosione, magari accompagnato da altri piccoli del tipo precedente.
(La maxi implosione potrebbe innescare altri cambi di fase nelle rocce circostanti, non ancora a livello critico prossimo alla sublimazione)
beh, i terremoti più forti sono quelli di thrust e in questo caso più che altro il, problema è fisico: l'enorme attrito su un piano di faglia suborizzontale. Per cui l'energia elastica che si accumula prima della rottura arriva a valori che in una faglia subverticale non si raggiungono mai in quanto si muove prima. infatti tutti i terremoti con M>=7.5 sono collocati nelle attuali zone di subduzione con l'eccezione di quello turco del 1999 lungo la faglia dell'Anatolia. è altresì interessante notare che c'è nel database dell'IRIS un solo terremoto con M=8 più profondo di 40 km nelle filippine (124 km). quindi la estrema rarità di terremoti con M>7.5 a profondità superiori ai 40 km più che altro dovrebbe essere legata alla mancanza di faglie di thrust che sono tipiche delle zone di accrezione.
avvisi sparsi:
database dei terremoti: iris earthquake browser wikipedia: io la lascerei perdere per cose così specifiche...
the sands of time were eroded by the river of constant change
Hai ragione per quanto riguarda la profondità e ti ringrazio. Ho preso 10 anni di terremoti dal sito USGS (va bene lo stesso? Ormai sono abituato ad usare quello) e vedo che la maggior parte sta nei 50km....
Li allego (il grafico e l'output dell'USGS formato .txt)
Originariamente inviato da: piombino
quindi la estrema rarità di terremoti con M>7.5 a profondità superiori ai 40 km più che altro dovrebbe essere legata alla mancanza di faglie di thrust che sono tipiche delle zone di accrezione.
Considerando che sto tentando di verificare (con i limiti delle mie conoscenze) se i cambi di fase possono essere responsabili dei terremoti rispondo a questa tua sopra così:
La rarità potrebbe dipendere dalla velocità con cui si immergono le lastre e dalla composizione delle stesse.
ma non ti pare più logico che sia semplicemente perchè i thrust sono tipici ed esclusivi della zona di accrezione e non di quella di subduzione?
In linea di massima si, ma visto che è stata avanzata come ipotesi quella dei cambi di fase per i terremoti profondi vorrei vedere se si può estendere ovunque. Mettiamo il limite massimo di profondità che sembra sia intorno ai 680KM. Laggiù non dovrebbero esserci tali spinte. Al loro posto potrei avere la pressione idrostatica e la temperatura che mi innescano il cambio di fase. Diciamo che la maggior parte delle scosse avviene lassù, dove la pressione generata dai moti crostali è la principale responsabile, ma non l'unica dato che anche un cambio di temperatura potrebbe innescare un cambio di fase. Ma dovrò dare una spiegazione anche a quei pochi terremoti che avvengono in profondità...
scusa ma a me sembra che sia una cosa un pò grossina da stabilire tanto che varrebbe un articolo su Nature o sul journal of geophisical research. visto che dici di avere dei limiti di conoscenza, a che livello sei?
the sands of time were eroded by the river of constant change