Sono contento che ci siano diverse iniziative, l'idea di portare la vicenda del Vajont nelle scuole ritengo sia più che giusta. Non solo nelle scuole del Veneto. Credo che alla fine sia importante far passare il messaggio che nel campo della difesa del suolo la figura professionale del geologo è fondamentale e spesso serve a contrastare iniziative scellerate prese da alcuni Amministratori senza cognizione di causa, che vedono nello sfruttamento del territorio solo profitti da realizzare. Tali iniziative spesso trovano terreno fertile nell'ignoranza.
Perché il geologo? Perché ha una visione più ampia della problematica, perché studia scrupolosamente il passato per capire il presente e farsi una idea sull'evoluzione futura dei fenomeni.
Il progresso nel campo della geologia applicata, come in quello della geotecnica o della reologia dei terreni certamente servirà meglio a sviscerare ciò che è accaduto nel Vajont. Gli studi di Hendron & Patton e la "vaporizzazione termodinamica" avranno risolto in gran parte il mistero sulla velocità di spostamento, ma ciò non sposta di una virgola il fatto che determinate opere non devono essere realizzate in determinati contesti geologici. Tenere in ammollo tutto il piede di una frana con un fronte così vasto non è consigliabile quando si rischia una strage....velocità prevedibile o non prevedibile del movimento. Ancor di meno sfidare la natura innalzandone il livello, poiché, non tutto si può prevedere con le modellazioni (fisiche e non)....non ci si riesce spesso con i modelli idraulici nel caso di una piena figuriamoci con modelli che implicano molte più variabili e dinamiche più complesse!
Nel mio piccolo, quando mi invitano a tenere corsi per volontari di Protezione Civile o come nel caso di un corso per volontari del Servizio Civile nel campo della Protezione Civile dove ho portato il video dello spettacolo di Paolini, richiamo sempre la vicenda del Vajont (come si costruisce una catastrofe) con le considerazioni che prima ho esposto. Per poter fare qualche progetto con le scuole ci sto pensando…..
Spero quindi che tali iniziative contengano tale messaggio e quindi che non siano solo dei convegni fatti per tecnici con disquisizioni di tipo accademico.

P.S. Rileggendo l'introduzione del libro di Edoardo Semenza, non riesco proprio a capire come faccia a scrivere certe cose, dopo quello che è accaduto. Comincia dicendo "Sono il geologo che ha scoperto la grande frana del Vaiont nell'agosto del 1959." prosegue "Questi insegnamenti rafforzano la mia convinzione che l'avanzamento della scienza e della tecnica, prodotto dallo studio di questo grandioso e terribile fenomeno, può consentire a tutti di guardare con maggiore fiducia alla grandi imprese dell'uomo; il quale è fatto per dominare la natura,..."
L'uomo è fatto per convivere con la natura....fa parte di questa, quindi deve rispettarla a volte agendo sulla difensiva... ma non può pensare assolutamente di dominarla, altrimenti accade ciò che è accaduto nel Vaiont.....la natura porta il suo conto.....a volte è molto salato ed è il prezzo che l'uomo paga in proporzione alla sua presunzione.
La lezione, Edoardo Semenza, credo che non l'abbia capita o non l'abbia voluta capire (è comprensibile), ma la storia parla da se lui la frana l'ha scoperta nel 1959 e in quel posto il padre ha progettato una diga finita di costruire nel 1960 e che nel 1963 per il terzo collaudo si voleva portare la quota dell'invaso a 15 mt sopra la quota di sicurezza indicata dallo studio di Ghetti nel 1962 (700 mt)....ma a a quota 710 mt è avvenuto il disastro con ca. 2000 morti. Quali potevano essere i motivi di tale gravissima imprudenza se non di carattere economico?

Ultima modifica di Alex-64; 06/02/2011 22:00.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti