ad oggi praticamente nessuna regione dello stivale, ad eccezione forse del solo Veneto, ha recepito la suddetta ordinanza che disciplina i contributi che lo Stato mette a disposizione per la prevenzione del rischio sismico.
E' vero, anche perchè lo Stato non ha ancora pubblicato in gazzetta ufficiale la tabella di ripartizione dei fondi tra le regioni, e quindi le stesse ingnorano ufficialmente a quanto debba ammontare corrispondente quota di cofinanziamento degli enti locali
Alla gestione dei fondi sono demandate le regioni che di concerto con gli enti locali, devono:
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- certificare che i soggetti realizzatori abbiano rispettato le specifiche definite dalle Regioni e dagli “indirizzi e Criteri di Microzonazione Sismica”
- approvare in maniera definitiva gli studi effettuati redigendo certificati di conformità, a seguito del quale verrà erogato il saldo
Questo non è corretto. Gli studi vengono approvati (art. 5 comma 7) da un comitato nazionale, ancora non nominato. Le Regioni devono provvedere a ripetere o integrare gli studi qualora richiesto (art. 6 comma 6), e presumo dovranno inserire penali e clausole di rivalsa nei confronto degli attuatori che non avessero correttamente eseguito il lavoro.
Le Università si occuperanno ancora una volta di attività professionali sottraendo risorse alla didattica ed alle attività di ricerca?
Sottrarre risorse alla didattica? Forse è sfuggito ai più che la riforma Gelmini, propagandata come legge contro i baroni, prevede in realtà che i docenti debbano "autocertificare" un impegno annuo di 350 ore e quindi (art.6 comma 10) "possono svolgere liberamente, anche con retribuzione, attività di valutazione e di referaggio, lezioni e seminari di carattere occasionale,
attività di collaborazione scientifica e di consulenza, attività di comunicazione e divulgazione scientifica e culturale, nonché attività pubblicistiche ed editoriali".