Alla gestione dei fondi sono demandate le regioni che di concerto con gli enti locali, devono:
....
- certificare che i soggetti realizzatori abbiano rispettato le specifiche definite dalle Regioni e dagli “indirizzi e Criteri di Microzonazione Sismica”
- approvare in maniera definitiva gli studi effettuati redigendo certificati di conformità, a seguito del quale verrà erogato il saldo
Questo non è corretto. Gli studi vengono approvati (art. 5 comma 7) da un comitato nazionale, ancora non nominato. Le Regioni devono provvedere a ripetere o integrare gli studi qualora richiesto (art. 6 comma 6), e presumo dovranno inserire penali e clausole di rivalsa nei confronto degli attuatori che non avessero correttamente eseguito il lavoro.
A livello amministrativo l’approvazione è compito delle regioni (art. 6 comma 7), sentita la Commissione tecnica di cui parli.
Sottrarre risorse alla didattica? Forse è sfuggito ai più che la riforma Gelmini, propagandata come legge contro i baroni, prevede in realtà che i docenti debbano "autocertificare" un impegno annuo di 350 ore e quindi (art.6 comma 10) "possono svolgere liberamente, anche con retribuzione, attività di valutazione e di referaggio, lezioni e seminari di carattere occasionale, attività di collaborazione scientifica e di consulenza, attività di comunicazione e divulgazione scientifica e culturale, nonché attività pubblicistiche ed editoriali".
D’accordo, ma lungi dal trattarsi di attività libero professionale.
La redazione degli studi di microzonazione sismica non sono attività di collaborazione scientifica e di consulenza (che nessuno può e vuole privare ai professori universitari), ma vere e proprie attività professionali, che dovrebbero essere firmate e timbrate da LP sez A.
Queste attività per legge non sono consentite alle università, tant’è vero che sono nati ad hoc i centri di ricerca interdipartimentali (vere e proprie shell company), che fanno incetta di incarichi professionali, utilizzando personale a basso costo fatto di laureandi, dottorandi e precari della ricerca. Utilizzando dati conoscenze e informazioni che alle università derivano dalle attività svolte nell’ambito delle loro finalità istitutive.
La concorrenza sleale nei confronti di chi svolge legalmente attività professionale e forse solo l’ultimo dei mali, infatti quando l’università occupa tempo, risorse umane e tecnologie per redigere studi di microzonazione sismica di primo livello, toglie qualità a studenti e futuri geologi.