E' come dici. Nel certificato viene riportata anche la stratigrafia (in genere in termini di classi granulometriche, di colore, presenza di materia organica) le letture eseguite con PP e VT e le altre condizioni al contorno (metodi di stabilizzazione-piezometro-tubo down hole-inclinometro ecc.). Il piano di indagini, le profondità, le quote di campionamento i punti di indagine devono rimanere scelta esclusiva del geologo (o chi per esso). In poche parole il "certificato" deve riportare il più possibile i dati oggettivi.
Chiaramente il geologo può fare proprio o meno le risultante della stratigrafia, ma la cosa fondamentale visto che il piano delle prove geotecniche le programma lui, le quote di esecuzione di campionamenti e SPT le decide lui (e di conseguenza può prendere il numero dei colpi SPT che è un dato direi "abbastanza" oggettivo, ed utilizzare le correlazioni che più gli aggradano fregandosene se sulla stratigrafia c'è scritto limo sabbioso debolmente argilloso, può utilizzare i valori con le correlazioni per i coesivi se crede che la reologia sia tale). In sostanza dato che le propve sui campioni deve essere il geologo a deciderle, se ha scelto adeguatamente i campioni da prelevare nella modellazinoe geologica con determinazione dei parametri medi e caratteristici farà affidamento sui parametri geotecnici determinati con le prove che il geologo ha definito. Quindi ritengo che sia capzioso andare a dire che la professionalità del geologo è azzerata solo percheè su un fogliettino di carta c'è scritto limo sabbioso argilloso, anzichè argilla con limo debolmente sabbiosa. Dobbiamo eventualmente denunciare se c'è abuso di qualcuno che vuole togliere la responsabilità del piano di indagine. Ma non credo che si possa presentare tale problema (anche perchè nessuno viene pagato per questo...)