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#9610 27/11/2005 20:45
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Mi scuso col buon VM, che so che lavora spesso li, ma noi si intendeva, credo, solo approfondire il discorso bombe d'aereo della seconda guerra mondiale. Stop.

Non fare gli sminatori.

MI parebbe giusto che noi si sappia quali sono i metodi più idonei per rilevare masse di ferro sepolte.


"Prosunt omnia quae obstant"
http://trossero.blogspot.it/
#9611 28/11/2005 05:04
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Sull'effeto di una esplosine di una bomba a distanze ravvicinate credo sia molto più esperto Simone.

Io mi sono occupato del loro uso solo marginalmente.

#9612 28/11/2005 11:55
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tomografia elettrica potrebbe essere una soluzione


Ivan Cinà-geologo/speleologo marino/surveyor/tecnologo
#9613 28/11/2005 13:36
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Chi è interessato può chiamare il distretto militare di appartenenza e chiedere informazioni sulla RISERVA SELEZIONATA per laureati
Se passi le visite mediche ti incorporano come Ufficiale(riservista) e resti a dipsosizioni per eventuali missioni anche all'estero.


Cogito ergo Sum
#9614 28/11/2005 13:39
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Logicamente..noi pensiamo e volgiamo fare i geologi e non gli sminatori.
Buon lavoro a tutti


Cogito ergo Sum
#9615 28/11/2005 18:44
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Per quanto ne so il metodo gpr è molto usato, ma mi pare di aver letto che si usa\usava fare una maglia di fori...a questo riguardo anche a me sono venuti i capelli dritti....ma sono quasi certo che è una delle tecniche usate. Una volta al ministero della difesa c'era un albo delle ditte specializzate in sminamenti. Ho cercato in giro se ci sono delle normative ma non ho trovato nulla. Le ferrovie fanno indagini preventive di bonifica. Si potrebbe pensare anche di fare della magnetica sempre che non ci siano elementi metallici in giro (tubi interrati, recinzioni, linee telefoniche)

#9616 29/11/2005 17:13
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sembra sia un buon sito relativamente a quanto discusso. Comunque sul sito si legge:"Bonifica da ordigni esplosivi in superficie:



In Italia, i lavori di bonifica da ordigni esplosivi residuati bellici sono regolati da una legislazione molto rigida e severa che conferisce al Ministero della Difesa il rilascio delle autorizzazioni per eseguire le B.O.B., e per esso alle direzioni del Genio Militare relativo per territorio, la competenza tecnica per l'indagine ed eventuale rimozione di ordigni esplosivi

Anche nel caso di interventi effettuati dalla Committenza privata, spetta alle direzioni del Genio Militare (sezioni B.C.M.) emanare le prescrizioni tecniche sulla qualità, mantenere la responsabilità e la direzione dei lavori ed, eseguiti i dovuti controlli, rilasciare appositi Verbali di Constatazione dei Lavori B.C.M. (Bonifica Campi Minati)."


http://www.abc.florence.it

#9617 02/12/2005 14:55
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Vorrei innanzitutto premettere che non sono d'accordo con chi tende a "snobbare" la ricerca degli ordigni bellici, visto che va comunque fatta (mi limito chiaramente agli ordigni che possono essere presenti in Italia) preliminarmente una prospezione geofisica, e siccome sono ultraconvinto che questo sia uno dei tanti campi dove i geologi hanno tutte le carte in regola, non vedo perché dovremmo rinunciarvi.

Premetto inoltre che mi sono sempre occupato di ricerca geofisica, per cui mi sono limitato a segnalare le anomalie eventualmente associate agli odrigni, mentre non mi sono mai occupato, non avendo le capacità e le credenziali ben definite dalla normativa, di operare praticamente l'eventuale bonifica.

Riguardo ai metodi applicabili posso senz'altro asserire, in base alla mia esperienza, che:
è opportuno ricorrere ad indagini "speditive" nel senso che siano in grado di coprire vaste aree con un dettaglio notevole: con questo non voglio dire che siano meno precise di altre,
anzi...

Di norma (mi riferisco anche a quanto circola nelle pubblicazioni internazionali di Geofisica) si utilizza:
1) il magnetometro, preferibilmente in configurazione gradiometrica,
2) il metodo TDEM (elettromagnetismo nel dominio del tempo), ad es. EM61 Geonics utilizzato dall'US Army
3) il metodo GPR.
Sopratutto i primi due consentono infatti di fare misure con una densità elevatissima, con maglie di 1 x 0,2 m o 0,5 x 0,2 m, un requisito fondamentale per la ricerca di oggetti di così modeste dimensioni.
Al contrario fare profili di tomografia elettrica (che, a meno che il Committente non sia Babbo Natale, debbono necessariamente essere realizzati con un'interlinea di diversi metri), o di sismica non è funzionale. Fra l'altro non so quanto si riesca, con tali tecniche, a rilevare corpi di dimensioni decimetriche, sopratutto se posti a profondità di qualche metro: dovremmo piantare elettrodi con una spaziatura minima di 10 cm, ma, siccome i sistemi commerciali utilizzano al massimo 64 canali, la profondità di investigazionje potrà essere nell'ordine del metro !
Chiaramente anche i profili GPR dovrebbero essere realizzato con interlinea di 0,5-1 m e ciò potrebbe incidere enormemente sui costi.
Con il magnetometro o l'EM61 invece si coprono grosse superfici in poco tempo (all'incirca 1 ha al giorno se non vi sono grossi impedimenti).

Il vantaggio del metodo TDEM è che "vede" solo e unicamente i corpi metallici, infischiandosene delle anomalie di tipo litologico e questa è una grossa fortuna per chi deve poi interpretare i dati. E' in grado poi di lavorare anche in ambienti fortemente antropizzati.
Lo svantaggio è che raggiunge profondità relativamente modeste (circa 3 m).

Il gradiometro magnetico è invece in grado, almeno potenzialmente di indagare più in profondità, ma bisogna sempre tener conto che vale il rapporto tra le dimensioni del corpo perturbante e la sua profondità, per cui rilevare una bomba di pochi dm ad oltre 3 m è un'impresa ardua.
In effetti il Forster (che è un gradiometro) calato in foro riesce a sopperire a questo problema.
Al contrario risente anche delle anomalie litologiche per cui la fase di interpretazione dati è decisamente più laboriosa.
Il sistema è poi più influenzato dal rumore e.m. di fondo.

Sin qui ho elencato quali sono i metodi effettivamente più idonei, quelli che la comunità tecnologico-scientifica internazionale mette a disposizione (limitandomi chiaramente ai sistemi in commercio e non a prototipi a scopo di ricerca).
Bisogna però poi passare sotto le forche caudine del Genio Militare che, a quanto so, ad oggi ancora non prevede l'uso del metodo TDEM, ma solo e unicamente del Forster con tanto di maglia fittissima (non vorrei sbagliarmi ma penso sia nell'ordine di 5 x 5 m o anche meno) per la realizzazione dei prefori: in pratica è il sistema che è stato adottato per la TAV, per la gioia di tante imprese che ci si sono "fatte tonde": bastava fare qualche strisciata con l'EM61, con tempi e costi notevolmente minori, ma mica siamo negli Stati Uniti !

#9618 02/12/2005 17:50
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Per Menghini:
ottima risposta <almeno per un incompetente come me<. Hai scritto: <<Con il magnetometro o l'EM61 invece si coprono grosse superfici in poco tempo all'incirca 1 ha al giorno se non vi sono grossi impedimenti>> Che costo può avere tale ricerca?

#9619 03/12/2005 16:15
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pgeo Offline OP
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Credo che con l'intervento del collega Menghini possiamo chiudere questa discussione. A tutti penso può capitare di essere chiamato per risolvere il problema legato alla individuazione degli ordigni bellici. Questo in definitiva può significare che la figura del geologo, in fin dei conti, non è così emarginata nell'ambito delle libere professioni (ingegneri, architetti ec..). Ovviamente dobbiamo avere risposte pronte e se non abbiamo le competenze specifiche dobbiamo anche avere il coraggio di rinunciare.
Ringrazio tutti per il contributo offerto.

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