Questo sembra provare che la crosta che si genera in Atlantico continua ad avanzare fino all'altra parte del continente sudamericano. Il Plateaux del paranà ha già fatto quasi tutto il percorso e probabilmente se il fenomeno che lo genera fosse iniziato qualche Ma prima sarebbe già al capolinea. Il fatto che non sia ancora arrivato credo possa dipendere dalla velocità e dall'inizio delle emissioni. Dal sito linkato da Piombino ho scaricato un file excel con tutte le formazioni di questo tipo.
Questa osservazione è sufficiente a definire la placca (che è unica) come una formazione generata dall'atlantico ed ingoiata (quasi tutta) dalla subduzione sud-est pacifica?
Tagliata a nord ed a sud da 2 perturbazioni: quella caraibica e quella delle isole sandwich. Appoggiata ad una terza perturbazione che tiene ferma tutta la placca precisamente davanti la Bolivia, deformandone i limiti nord e sud verso ovest? (si nota chiaramente la turbolenza generata da quest'ultima ad ovest dove si riuniscono 2 righe in una che se non sbaglio sono faglie trascorrenti)
E' plausibile pensare che porzioni di essa (più leggere) siano rimaste ferme (contrastate dall'ammasso andino) mentre la parte sottostante ha continuato il suo cammino? Una cosa simile ad un corso fluviale con una diga ed uno sfogo sottostante. L'acqua si inabissa e le parti leggere che galleggiano su di essa si ammassano a ridosso della diga.
Insomma, tornando alla subduzione, quanti lembi si immergono?
Quello proveniente dall'atlantico non può ammassarsi tutto. Ad un certo punto deve immergere per forza, non dovrebbe superare un certo limite....
PS Lungo la linea finale in prossimità della subduzione potrebbero trovarsi anche materiali più pesanti spinti in alto dalle tensioni.

Ultima modifica di Pierlo; 14/02/2011 08:43.