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circa 3,3-3,5 miliardi di anni, età in cui si ipotizza la formazione dei primi continenti dovuta al raffreddamento della crosta Questa ipotesi non so da dove viene e non è convincente. Perchè avrebbe dovuto avere una temperatura superiore per poi raffreddarsi? Ho editato.... scusa
Ultima modifica di Pierlo; 21/01/2011 21:02.
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questa è la teoria più accreditata che spiega i dati in possesso.
l'idea è questa, descritta speditamente ovviamente,:
- si origina il sole come stella dall'esplosione di una stella più grande che rilascia atomi nello spazio.
- gli atomi si uniscono insieme sino a formare prima planetesimi poi i pianeti veri e propri grazie alla legge di gravitazione universale. gli elementi più pesanti formano i primi 4 pianeti (più la fascia di meteoriti tra marte e giove, si pensa sia un pianeta che non si è formato) mentre gli elementi più pesanti formano quelli esterni.
- l'aumento di massa ha prodotto nel tempo, si parla di milioni di anni, l'aumento di temperatura (pressione = energia e aumento della temperatura a cui si è aggiunto poi il decadiemento radioattivo degli elementi che produce calore, lo stesso decadimento radioattivo che mantiene alta la T in crosta permettendo la formazione di masse magmatiche granitiche.
- il processo, raggiunto "l'equilibrio" di aumento di massa si è interrotto e la terra ha iniziato a raffreddarsi circa 1 miliardo di anni dopo la sua formazione fino ad oggi in un processo che in un lontano futuro la farà raffreddare completamente (salvo eventi esterni).
grosso modo è così, la teoria non me la sono inventata io ma è una teoria riconosciuta nel mondo accademico, dalle tue osservazioni e domande deduco che non sei un geologo, se vuoi saperne di più ti conviene studiare nei libri le basi e poi fare domande precise altrimenti in un forum non è facile descrivere le teorie della formazione della terra che in un corso di laurea si fanno in tempi maggiori.
Non baratterei mai le mie conoscenze geologiche con tutto il sapere della geotecnica.
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grosso modo è così, la teoria non me la sono inventata io ma è una teoria riconosciuta nel mondo accademico, dalle tue osservazioni e domande deduco che non sei un geologo, se vuoi saperne di più ti conviene studiare nei libri le basi e poi fare domande precise altrimenti in un forum non è facile descrivere le teorie della formazione della terra che in un corso di laurea si fanno in tempi maggiori.
Stavo facendo delle osservazioni. Ammetterai che per uno che non sa nulla, immaginare una fase di accrescimento, con uno stop, e degli sviluppi successivi non è semplice. Sicuramente approfondirò. Scusa se ogni tanto mi esce qualche domanda ingenua.... Ricominciando dalle 2 possibilità, direi anche io che la 2^, quella col mantello che si rinnova totalmente è la più plausibile.... Speriamo che qualche nuclearista non ci seppellisca le scorie.... 
Ultima modifica di Pierlo; 21/01/2011 21:56.
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Mi leggerò l'articolo di Doglioni... sono molto curioso.
Ipotizza un flusso nel mantello legato alla rotazione della terra intorno all'asse terrestre (ho letto velocemente)... mi sembra interessante come ipotesi...
Paolo
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L'articolo di Doglioni è interressante... molto interessante.
Spiega bene le cause litosferiche dovute a un flusso astenosferico, ma non spiega cosa accade nell'astenosfera, se non descrivendo il flusso a direzione costante. Non ne spiega la genesi, ed eventuali evoluzioni, ma forse esula dall'articolo.
La teoria delle celle convettive spiega cosa accade a livello astenosferico e gli effetti sulla litosfera (le strutture tettoniche che vediamo).
La subduzione è un tema di grande geologia.
Doglioni fornisce spiegazioni molto interressanti sui tipi di subduzione, e credo che il suo modello possa essere integrato da altri modelli che spiegano come funziona il mantello.
Ultima modifica di balocchi; 22/01/2011 12:59.
Paolo
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Caro Balocchi, molte sono le implicazioni particolari di tale teoria nelle deformazioni crostali a livello del cuneo di accrezione e nel suo intorno (retroarco, vulcanismo, geometrie di esumazione...etcc...). Qui trovate un po' diletteratura (è il suo sito, ma molta altra ricerca si basa su queste teorie): http://tetide.geo.uniroma1.it/sciterra/sezioni/doglioni/Geody.htmDire che è carente in alcuni punti è cosa ardua a persone non addette a ricerca prettamente tettonica o di geologia regionale.....non banaliziamo....ciò non vuol dire che è completa, ma sicuramente è più completa delle altre....il problema non è se giustifica ciò che si osserva (calza a pennello)....ma il dimostrarla! Esistono indagini non pubbliche (segrete) delle compagnie petrolifere che comiunque, a livello applicativo, si rifanno a questa teoria...tutte le compagnie....ergo.....
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Sono daccordo con Ramezza sulla completezza, e ritengo che l'autore sia uno dei migliori. Le mie erano osservazioni, e ritengo che il modello descriva molto bene il motivo di certe strutture.
Non so cosa intendi per "dimostrarla". Purtroppo molto dei modelli geologici rimarranno solo modelli, non è facile dimostrare in modo diretto un qualcosa che non ci si può mettere il dito. Il compito dei geologi è quello di portare il proprio modello più vicino possibile ai dati in possesso.
Per le compagnie petrolifere... bè siamo schiavi del petrolio e lo saremo ancora per molto... speriamo solo che la ricerca non ne risenta troppo...
Paolo
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Rivedendo il modello, una descrizione mai letta prima e molto convincente è il parallelo tra Giove, la terra e le bande orizzontali. Nella prima fig il movimento sversato delle bande "terrestri" a causa della combinazione di rotazione, gravità, movimento conico e fluidità sembra includere e considerare tutte le varianti.
Il fatto che vi sono alcune porzioni di crosta "mai rinnovate" con circa 3,5 mld di anni mi fa pensare, oltre ad una sottile crosta, anche ad una fase viscosa molto spessa, che riduce le celle convettive nella fase più fluida e dinamica a quote molto profonde, comunque in grado di trasmettere moto in superficie, ma insufficiente al rinnovo di alcune di esse.
Sembra molto più appiccicosa, di quello che credevo.
Le varie perturbazioni alle bande, disseminate sulla superficie, sembrano più dovute a blocchi viscosi e prozioni di crosta parzialmente arenati. Più frequenti nelle zone tropicali.
I plumes sembrano la prova che una certa profondità ci siano queste bande proprio identiche a quelle di Giove. Se così non fosse non riuscirei a capire perchè c'è un punto fisso che sbuffa. Oltre una certa profondità deve esserci maggiore stabilità. Quello hawaiano, sembra abbia virato (ed accelerato) nettamente ad est rispetto alla crosta di circa 90° a 30° a nord dall'equatore che come in tutti gli astri ruota più velocemente ed ora sembra virare più a sud.
Devo dire che la spiegazione (quello che sono riuscito a capire) è molto bella.
Ho iniziato con le subduzioni ed ho saputo mooooolto più di quanto sperassi, ma ancora sono qui:
Perchè anche lui dice che un lembo (il più fino) si infila sotto quello più spesso?
Perchè guardando i modelli in 3d della terra a me sembra che siano 2 lembi ripiegati ad infilarsi e non uno?
Le zone di subduzione sembrano trascinare sotto le due placche adiacenti.
Ultima modifica di Pierlo; 22/01/2011 22:37.
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diciamo che la placca ferma risente un po del trascinamento, di fatto si generano delle fosse oceaniche, ma se fosse come dici tu, si creerebbe una fossa di proporzioni inimmaginabili senza contare del vuoto che si viene a generare, cosa che, ancora una volta, non accade.
la crosta che non si è mai rinnovata non lo ha fatto a caso, la crosta continentale ha una composizione granitica più leggera della crosta oceanica di composizione basaltica. Non avverrà mai che la crosta continentale si infili sotto la crosta oceanica, è come pretendere che un cubo di ferro galleggi nel mare.
Non baratterei mai le mie conoscenze geologiche con tutto il sapere della geotecnica.
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In realtà è tuttopiù complesso di come lo stiamo banalizzando qui: o si rimane a livello divulgativo,o se vogliamo risposte a domande più particolari, è bene conoscere molti più dettagli che qui non è possibile aver il tempo di spiegare. Non sempre una placca va sottol'altra, esistono anche collisioni continentali: es Himalaya(ho fatto la tesi in tettonica Himalayana). Inoltre, giusto per far capire la complessità, non sempre la crosta oceanica va sotto quella continentale...talvolta ci va sopra (OBDUZIONE)...esempio le ofioliti in Oman, o anche alcunilembi nell'appennino Ligure.....inpoche parole....consiglio prima di comprendere cosa sia un cuneodi accrezione...da lì si può partire a chiarirsi leidee! Per Balocchi: per dimostrarla intendevo esattamente quello che dici tu! Le compagnie petrolifere, che investono miliardi di euro, non lo fanno su cavolate...intendevo dire questo! Sull'influenza della ricerca mi sembra che non ci siano interferenze negative.....sulla vita dei cittadini, invece, la cosa è devastante....si evita di ricercare su energie o motori alternativi (in ragione proprio dei loro miliardi investiti) Saluti
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