Il controllo sui materiali da costruzione (sostanzialmente cls e acciaio) è nato con la legge 1086/71 che ha istituito ha definito quali sono i laboratori ufficiali (università, Anas Cesano e Ferrovie) e esteso la possibilità di "concessionare" altri istituti (pubblici e privati) al rilascio dei certificati per le prove di cui sopra. Tali laboratori costituiscono "servizio di pubblica utilità", dato che effettuano prove per la sicurezza delle costruzioni. Ovviamente anche per questo campo, a partire dal 1974 ci sono stati attriti iniziali, ma puoi chiedere a qualsiasi ing. o arch. se gli è mai balenato nel cervello di comperarsi un'apparecchiatura per testare il cls o i tondini di acciaio. La parte geotecnica ha avuto un ritardo nella partenza di circa 20-30 annni: nel 1993 il DPR 246 all'art. 8 introduce la necessità di testare terre e rocce. Dopo 6 anni, con la famigerata circolare 349/99 del 16.12.99, sono stati dettati i criteri per il rilascio delle concessioni da parte del Ministero delle Infrastrutture e trasporti a certificare le prove su terre, rocce ed indagini in situ.. Chiaramente il ritardo che c'è stato tra l'introduzione dell'obbligatorietà delle prove presso enti autorizati o ufficiali, ha comportato che la ns. categoria si "insinuasse" nel settore delle prove facendo propria una mentalità a parer mio più imprenditoriale che professionale. Cioè un conto è fare prrove speditive tipo pocket o vane test, un conto è avere apparecchiature che da solo valogno il doppio o il triplo del fatturato annuo del singolo professionista. In ogni caso chiaramente la deregolamentazione che c'era ha permesso l'allargamento a macchia d'olio di tale comportamento, anche perchè giustamente ognuno si spinge fin dove la legge lo consente. Secondo me la colpa più grande della nostra categoria è stata quella di nascondersi dietro un dito, facendo finta di non vedere che c'era questa intenzione del legislatore (del legislatore e non dell'ordine). E' vero che tanti hanno continuato a mangiare grazie ai servizi resi a se stessi o a colleghi conoscienti, ma proprio il non voler vedere che c'era questa volontà e, invece di partecipare attivamente, magari per chiedere che il professionista che si costituisse impresa potesse, certificando con regolari tarature la propria apparecchiatura, eseguire prove in situ anche senza avere sonde, si è pensto che tanto non sarebbe successo niente, perchè siamo in italia.Questo non partecipare ha lasciato veramente campo libero a chi di geologia non sapva assolutamente niente, tanto meno di geotecnica e quindi le cose sono andate avanti secondo criteri che erano simoli a quelli della suddetta 1086 (sai il copia incolla è sempre il vaoro più facile, ma spesso causa danni!). Adesso i buoi sono scappati, ve lo dico sinceramente e ne ho la certezza. Quello che è possibile fare adesso secondo me, è salire in corsa su uno di questi buoi e cercare di domarlo, ma non è più possibile prenderlo al lazzo per rinchiuderlo. Cerchiamo di utilizzare al meglio ciò che è stato "partorito". Probabilmente è vero che tanti no riusciranno a riciclarsi perchè hanno solamente fatto penetrometrie per una vita, ma come sempre ail legisatore guarda avanti. Probabilmente se sapremo cavalcare questi buoi tra 10 anni tutta la categoria ne potrà trarre beneficio, ma dubito che se continueremo ad intestardirci su ciò che per 20 anni (dal 1993) non abbiamo voluto vedere, ne trarremo un granchè.