ciao, sicuramente il protocollo ISPRA è il punto di riferimnento in materia in ambito nazionale.
E' fondamentale però, come già fatto presente da Massimo, basarsi su un set di dati quanto più possibile rappresentativo, omogeneo e non distorto.
Oltre alla medesima metodica di campionamento ed analisi (ad es. filtrazione ed acidificazione in campo dà tendenzialmente risultati superiori rispetto alla filtrazione in laboratorio) è importante scegliere accuratamente i piezometri in modo che non siano a valle di potenziali sorgenti contaminanti. Inoltre è importante la cadenza temporale delle varie campagne di monitoraggio: è bene che sia quanto più possibile uniforme e rappresentativa delle variazioni stagionali. Infine è importante che non ci siano piezometri o aree più rappresentate di altre per evitare il fenomeno di "distorsione" del set di dati. Se il set di dati è scelto in maniera oculata il metodo statistico è sicuramente molto robusto..