Teorie di questo tipo sono presenti da almeno una decine di anni. Io stesso, nella mia tesi, ho fatto una tomografia sismica al di sotto di tutta la penisola italiana che mostra come lo slab Ionico s'interrompa proprio in corrispondenza dell'edificio vulcanico dell'Etna. Quindi, la sua esistenza appare essere legata alla presenza di una finestra verticale tra slab Ionico e la placca Africana adiacente e, pertanto, alla generazione di magma per decompressione adiabatica del mantello astenosferico in risalita (origine confermata tra l'altro dalla sua geochimica). Questo è in accordo anche con la sismicità osservata nel settore. Infatti, assieme alla compressione si osserva una transtensione. La trascorrenza potrebbe essere legata all'arretramento differenziale tra lo slab Ionico e la placca africana adiacente. L'estensione, invece, con l'allungamento a cui l'arco è sottoposto durante il suo arretramento.
interessante, molto interessante quello che ci dici. Secondo te in questa interruzione gioca in qualche modo la scarpata ibleo - maltese? potrebbe rappresentare una trascorrenza del fronte compressivo assieme alla linea Taormina - Patti?? già che ci sono ti domando quanto è perpendicolare all'arco calabro la subdzione dello jonio.
un'altra annotazione da fare è che spesso, a parte la zona di arco in cui i magmi sono calcalcalini o al più con chimismo di tholeite di arco, nei bacini di retroarco c'è un pò di tutto, compresi prodotti ad affinità intraplacca. Pertanto non sarebbe proprio una cosa eccezionale un magma come quello etneo.
the sands of time were eroded by the river of constant change
L'ipotesi è proprio che la scarpata di Malta sia stata riutilizzata per accomodare l'arretramento differenziale tra la litosfera Adriatica e quella Ionica. Ho allegato un file word dove ho messo una sezione tagliata perpendicolarmente alla subduzione Ionica in cui mostro le perturbazioni nella Vs.
Ovviamente certezze non ne ho. Comunque, ti riassumo brevemente il mio pensiero (che è quello attualmente più accreditato) sui punti che ritengo siano più salienti. Attualmente la maggior parte degli scienziati ritiene che la Calabria, per le sue caratteristiche, sia un frammento della catena Alpina. Questo implica l'esistenza di una subduzione precedente a quella Appenninica (quella Alpina) e, quindi, l'esistenza di due oceani. Dal magmatismo e dalla distensione della placca superiore si è dedotto che l'inversione nella polarità della subduzione sia avvenuta intorno ai 30 - 35 Ma fa (anche se c'è chi sostiene che l'inversione sia avvenuta prima). La subduzione Appenninica si sarebbe sviluppata nel retrocatena della subduzione Alpina dove nella zona di retroarco era presente la litosfera oceanica Ionica. Tale subduzione sarebbe arretrata molto rapidamente negli ultimi 35 Ma. Questo rapido arretramento sarebbe stato la causa della distensione nella placca superiore. Questa distensione avrebbe a sua volta distrutto gran parte della catena Alpina. Per cui, in linea teorica nel Tirreno dovremmo avere frammenti della catena Alpina. La Calabria sarebbe, invece, stata traslata fino alla sua posizione attuale. Ad un certo punto nell'articolo si parla di migrazione della distensione dal Tirreno settentrionale a quello meridionale. Secondo molti autori questo sarebbe imputabile all'arrivo nella zona di subduzione della litosfera continentale assottigliata (margine continentale Adriatico). In sostanza questo avrebbe determinato una concentrazione del roll back nello slab Ionico dove è continuata a subdurre la litosfera oceanica Ionica. Inoltre, una cosa importante è che il movimento di convergenza tra Africa ed Europa non è certamente la causa dell'arretramento della zona di subduzione e, quindi, della distensione della placca superiore. Infatti, la velocità di arretramento della litosfera in subduzione è stato almeno 5-6 volte maggiore della convergenza tra la le due placche. Per cui, quando si sente parlare di terremoti distensivi negli Appennini legati alla convergenza tra le due placche è un'affermazione falsa.
grazie (in ritardo) per la risposta. sostanzialmente è quello che penso anche io: praticamente la catena alpina era un continuo fino alla cordigliera betica poi chiuso definitivamente il primo oceano inversione della subduzione, apertura dei bacini marginali e spezzettamento della catena alpina
ripropongo un'altra domanda: a gibilterra arco o a nord (cordigliera betica) c'è la vecchia linea di convergenza alpina mentre al sud (Algeria, Marocco) quella nuova appenninica? lascio fuori volontariamente il casino del golfo di cadice
the sands of time were eroded by the river of constant change