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Originariamente inviato da: geologinsieme
Il prof non ti risponde perché è impegnato in “lavori specialistici di alto livello in strutture di eccellenza” (michelec dicit), come la microzonazione di primo livello laugh


Veramente ero impegnato in riunioni al DPC per discutere con il GdL "Microzonazione" delle proposte di modifiche agli ICMS che verranno presto pubblicati dopo l'esperienza maturata all'Aquila marameo


Marco Mucciarelli
Università della Basilicata
http://www.unibas.it/utenti/mucciarelli/index.html
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Mi è piu'capitato piu' di una volta di lavorare per dei professoroni universitari di napoli insieme a dei colleghi...
morale della favola:un collega si occupava delle relazioni ed io mi occupavo della cantieristica (sondaggi, indagini geofisiche ,laboratorio ecc.).
Il Prof.non aveva visto mai un sondaggio a carotaggio e non conosceva le indagini geofisiche (preparatissimo)..
e non vi dico per i pagamenti:dopo un anno ci ha tagliati approfittando della nostra gioventu'.
u purp se coc nda l'acua soia
no money no play

Ultima modifica di brunoscar; 14/02/2011 07:20.
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Lo studio di microzonazione sismica dell’area aquilana, promosso e coordinato dal Dipartimento della Protezione civile con la Regione Abruzzo, all’indomani del sisma del 6 aprile 2009, ha visto il coinvolgimento di circa 150 ricercatori e tecnici di 9 Università italiane (L’Aquila, Chieti-Pescara, Genova, Politecnico di Torino, Firenze, Basilicata accidenti, Roma “La Sapienza”, Roma Tre, Siena), di 8 istituti di ricerca (CNR, INGV, AGI, RELUIS, ISPRA, ENEA, OGS, GFZ-Postdam), nonché di Regioni e province autonome (Abruzzo, Lazio, Emilia-Romagna, Toscana e Provincia di Trento).

Tutti questi signori hanno fatto un pastrocchio tale che le cartografie elaborate dai vari istituti risultassero talmente difformi da renderne complicatissima la sovrapposizione, ne vogliamo parlare? pc-problem
Credo che al DPC avete molto da lavorare 2pollicisu

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Originariamente inviato da: geologinsieme
Lo studio di microzonazione sismica dell’area aquilana... ha visto il coinvolgimento di circa 150 ricercatori e tecnici di 9 Università italiane ...
Tutti questi signori hanno fatto un pastrocchio tale che le cartografie elaborate dai vari istituti risultassero talmente difformi da renderne complicatissima la sovrapposizione, ne vogliamo parlare?


Parliamone pure, visto che molti rilievi e relativa cartografia sono stati curati da geologi professionisti. grin
Gli enti di ricerca hanno curato prevalentemente la installazione della strumentazione sismometrica ed accelerometrica, le misure geofisiche in superficie ed in pozzo, la modellazione numerica 2D. Professionisti e sondatori sono stati regolarmente pagati, mentre i dipendenti di enti pubblici hanno lavorato per il solo rimborso delle spese di missione.
Molto spiritosa la zuccata nel muro riservata ad UniBas. L'anonimità è un diritto su internet, ma non se ne dovrebbe abusare nei confronti di chi ci mette nome ed indirizzo. Non è sportivo impedirmi il piacere di consigliare un preciso muro su cui rompere le sue appendici chitinose frontali.


Marco Mucciarelli
Università della Basilicata
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Originariamente inviato da: Marco_Mucciarelli
Parliamone pure, visto che molti rilievi e relativa cartografia sono stati curati da geologi professionisti. grin
All’indomani del sisma l’OG dell’Abruzzo ha chiesto a tutti i colleghi chi fosse disponibile ad intervenire nella prima emergenza. In tanti hanno risposto a questo appello, e tutti sono stati inseriti in gruppi di lavoro multidisciplinari a disposizione di PCN, per le verifiche delle abitazioni danneggiate. Medesimo appello è stato fatto per chi avesse avuto la disponibilità di strumentazione geofisica per rilievi richiesti e coordinati da PCN. Anche in questo caso sono state eseguite indagini DH, Masw, Hvsr ecc. Tutti questi interventi sono stati forniti gratuitamente dai colleghi, che sono intervenuti esclusivamente per solidarietà e senza alcun rimborso. Quando sono iniziati i rilievi per la microzonazione sismica nessuno ha ritenuto di interpellare i colleghi locali, nonostante l’OG premesse perché qualche abruzzese potesse parteciparvi. Allo scopo ha organizzato un corso di formazione completamente gratuito di 50 ore svolto presso l’Università di Chieti al quale hanno partecipato oltre 100 geologi abruzzesi. In conclusione sono stati selezionati 6 colleghi che hanno svolto rilievi geologici finalizzati alla microzonazione sismica in tre comuni del cratere. Per questo lavoro i “fortunati” si sono divisi 15000 euro iva ed epap inclusi (circa 2000 euro lorde ciascuno), derivanti dalle somme rimaste a disposizione dai ribassi delle indagini geognostiche.
I liberi professionisti abruzzesi hanno contribuito in maniera infinitesima nella realizzazione della microzonazione sismica post sisma.


Gianluca Maccarone
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Al prof non gli interessa parlare della microzonazione di L’Aquila e del lavoro “pessimo” (non è solo un mio giudizio), che ne è uscito fuori, lo capisco pc-problem.
Piuttosto sarebbe più interessante parlare degli incarichi professionali, mi riferisco agli studi geofisici, che alcuni “liberi professionisti” commissionano all’Università di Chieti (che è diventata una sorta di azienda di servizi) no_no.
Lavori commissionati anche da esponenti del tuo Ordine mi dicono. Quindi prima di buttare la croce addosso ai poverini dell’università confuseded accusarli di concorrenza sleale, bisognerebbe quantomeno verificare l’etica e la deontologia di certi esponenti “istituzionali”.
Il Servizio Geologico regionale l’avete messo nel cassetto? O state aspettando un’altra catastrofe naturale?
ti_prego

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Originariamente inviato da: Gianluca Maccarone
Il problema è che le Università non devono e soprattutto non possono svolgere lavoro professionale


Gianluca, non riesco a capire di cosa parli. Se ti riferisci ad attivita' professionale dei singoli dipendenti dell'Universita' o ad una presunta attivita' professionale di dipartimenti interi o di facolta'.

Nel primo caso al docente a tempo pieno e' vietata l'attivita' professionale, ma quella di consulenza in privato e' permessa senza alcun bisogno di autorizzazione preventiva.

Al docente a tempo definito non e' vietato proprio nulla, tanto e' vero che puo' fare e fa attivita' professionale, senza dover chiedere il permesso a nessuno (fai un momeno un giro per una facolta' di giurisprudenza e poi raccontami se ci sono pochi o molti docenti con uno studio professionale).

Nel caso dei dipartimenti, non possedendo questi un timbro di iscrizione all'Ordine, non possono fare attivita' professionale che richieda il timbro, ma possono tranquillamente mettere in piedi convenzioni con enti pubblici o con privati per attivita' di consulenza e di studio ed e' tramite queste attivita' che si finanzia il funzionamento dei dipartimenti. C'e' da aggiungere una cosa: i laboratori e le sonde delle facolta' che conosco io lavorano pochissimo, perche' hanno costi molto alti e perche' impiegano tempi lunghi per restituire i dati, per cui non e' che rubino molto lavoro, anzi sono decisamente in crisi.

Non capisco percio' contro tu ti stia scagliando, forse se tu lo spiegassi chiaramente, facendo esempi, nomi e cognomi, allora sarebbe tutto piu' chiaro.

Tra le altre coe, io ritengo che sia una cosa importantissima che i docenti si misurino col mondo professionale ed escano dai laboratori, per potersi rendere conto direttamente di come sia messa la professione in Italia e quali esigenze ci sono e su cosa sarebbe meglio preparare gli studenti che vogliono campare con quello che hanno studiato, seno' continuiamo a ritrovarci una preparazione che difficilmente riusciamo a vendere e ci toccca cominciare da zero a capire come gira il mondo reale, una volta usciti dall'universita'.


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Originariamente inviato da: gibbo at work


Tra le altre coe, io ritengo che sia una cosa importantissima che i docenti si misurino col mondo professionale ed escano dai laboratori, per potersi rendere conto direttamente di come sia messa la professione in Italia e quali esigenze ci sono e su cosa sarebbe meglio preparare gli studenti che vogliono campare con quello che hanno studiato, seno' continuiamo a ritrovarci una preparazione che difficilmente riusciamo a vendere e ci toccca cominciare da zero a capire come gira il mondo reale, una volta usciti dall'universita'.


Su come gira il mondo reale i cosiddetti docenti universitari lo sanno beneissimo. Tant'è che hanno contribuito a peggiorare la condizione del geologo consentendo di riformare le facoltà di geologia in senso ancora più naturalistico, in modo tale che quelli che erano e sono tuttora i campi di applicazione più richiesti in campo professionale come la geotecnica, la tecnica delle costruzioni, la geologia applicata ad esempio alle frane, alle cave, alle miniere, alle ricerche petrolifere etc. se li potessero coltivare solo per i loro interessi personali.
Ecco perchè invece secondo me i "docenti" dovrebbero essere costretti innanzitutto a fare meglio i docenti, ad essere più presenti e disponibili con gli studenti ed a fare la ricerca che possa poi essere applicata realmente nel mondo professionale.

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Originariamente inviato da: gibbo at work
Originariamente inviato da: Gianluca Maccarone
Il problema è che le Università non devono e soprattutto non possono svolgere lavoro professionale

Gianluca, non riesco a capire di cosa parli. Se ti riferisci ad attivita' professionale dei singoli dipendenti dell'Universita' o ad una presunta attivita' professionale di dipartimenti interi o di facolta'.

Nel primo caso al docente a tempo pieno e' vietata l'attivita' professionale, ma quella di consulenza in privato e' permessa senza alcun bisogno di autorizzazione preventiva.

Al docente a tempo definito non e' vietato proprio nulla, tanto e' vero che puo' fare e fa attivita' professionale, senza dover chiedere il permesso a nessuno (fai un momeno un giro per una facolta' di giurisprudenza e poi raccontami se ci sono pochi o molti docenti con uno studio professionale).
Gibbo, è chiaro che i miei riferimenti sono l’Università, i professori ordinari, i professori associati ed i ricercatori.
Da loro mi aspetto attenzione alla docenza, ricerca e ben vengano le consulenze specialistiche di alto profilo. Non mi piace generalizzare ed i distinguo in questo caso sono d’obbligo, conosco professori universitari che posseggono uno status deontico da prendere a modello.
Un ricercatore a tempo indeterminato ha l’obbligo dell’iscrizione all’Elenco Speciale, insieme a professori ordinari e associati come stabilito dalla Legge 3 febbraio 1963 n. 112 Art. 2 in quanto pubblico dipendente. Ovviamente il discorso non vale per il precario contrattualizzato a tempo determinato.
Il problema sorge quando il libero professionista si trova a dover competere con il docente universitario che esercita con il suo nome portandosi dietro quello dell’università. Non mi riferisco alle consulenze per gli studi di fattibilità delle grandi opere, ma agli studi esecutivi di progetti di piccolo e medio cabotaggio. Non di rado la spocchia di qualcuno di questi viene confusa per grande cultura, con i risultati che ti lascio immaginare.

Originariamente inviato da: gibbo at work
Tra le altre coe, io ritengo che sia una cosa importantissima che i docenti si misurino col mondo professionale ed escano dai laboratori, per potersi rendere conto direttamente di come sia messa la professione in Italia e quali esigenze ci sono e su cosa sarebbe meglio preparare gli studenti che vogliono campare con quello che hanno studiato, seno' continuiamo a ritrovarci una preparazione che difficilmente riusciamo a vendere e ci toccca cominciare da zero a capire come gira il mondo reale, una volta usciti dall'universita'.
Sinceramente penso l’esatto contrario.
Credo che la ricerca universitaria debba occuparsi di codificare in forma intelligibile i suoi studi per far crescere la professionalità dei liberi professionisti e non l’opposto.
Detto da te che sei nell'università un po' mi preocupo...(passami la battuta).


Gianluca Maccarone
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Al prof non gli interessa parlare della microzonazione di L’Aquila e del lavoro “pessimo” (non è solo un mio giudizio), che ne è uscito fuori, lo capisco pc-problem.


Geologi, però qui mi sembra che qualche critica sia fuori luogo.

Prima di tutto, prendersela con Marco Mucciarelli mi sembra la cosa più sbagliata, dato che ha dimostrato di non possedere assolutamente le caratteristiche negative di alcuni accademici.
Il giorno dopo il sisma dell'Aquila stava già nel campo a misurare i macro e micro-tremori, mi ha invitato ad assistere, ha disseminato tutti i riusultati in questo forum e nel suo blog, provvede continuamente a indicare materiale che poi ci è utile dal punto di vista operativo e non solo accademico, non lesinando inoltre consigli e suggerimenti vari.
Non solo, quando io criticai aspramente le linee guida della PC per la ricostruzione, ha recepito le critiche e ha personalmente consultato alcuni dei responsabili per capire cosa c'era che non era andato nel verso giusto.

In sintesi, un atteggiamento di indiscriminata critica come il tuo appare suicida dal punto di vista del miglioramento della nostra professione.

Sui difetti delle varie carte di microzonazione non si discute, ma anche qui generalizzare non mi sembra l'atteggiamento più scientifico.

A questo punto apriamo un nuovo thread e parliamone dettagliatamente, di tutti i difetti ma anche di tutti i pregi, perchè non mi sembra proprio un lavoro da buttare per intero nel cassonetto


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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