Un ricercatore a tempo indeterminato ha l’obbligo dell’iscrizione all’Elenco Speciale, insieme a professori ordinari e associati come stabilito dalla Legge 3 febbraio 1963 n. 112 Art. 2 in quanto pubblico dipendente. Ovviamente il discorso non vale per il precario contrattualizzato a tempo determinato.
No, come indicato chiaramente da questa
circolare dell'ONG, i professori e i ricercatori confermati a tempo definito hanno il diritto di iscriversi all'Ordine e svolgere attvita' professionale.
Tra le altre coe, io ritengo che sia una cosa importantissima che i docenti si misurino col mondo professionale ed escano dai laboratori, per potersi rendere conto direttamente di come sia messa la professione in Italia e quali esigenze ci sono e su cosa sarebbe meglio preparare gli studenti che vogliono campare con quello che hanno studiato, seno' continuiamo a ritrovarci una preparazione che difficilmente riusciamo a vendere e ci toccca cominciare da zero a capire come gira il mondo reale, una volta usciti dall'universita'.
Sinceramente penso l’esatto contrario.
Credo che la ricerca universitaria debba occuparsi di codificare in forma intelligibile i suoi studi per far crescere la professionalità dei liberi professionisti e non l’opposto.
Detto da te che sei nell'università un po' mi preocupo...(passami la battuta). [/quote]
Il mondo e' bello perche' e' vario, ma perfino nella circolare dell'ONG citata sopra e' indicato che lo svolgimento dell'attivita' professionale e' un momento di aggiornamento professionale per i professori. Un esempio che tu ben conosci: il DTH a fondo foro, secondo te lo hanno mai visto in una universita' italiana e sanno insegnare come usarlo, ne conoscono pregi e difetti? E, secondo te, il mio primo gamma ray log, l'ho visto in facolta'? Quando e' uscita l'acqua dal mio primo pozzo da solo, per il sollievo ho vomitato in cantiere, da tanto ero teso. Gia', certe cose in Universita' manco si sa cosa sono perche' non ineteressano alla ricerca e perche' non ci sono i soldi per comprarle. Anche tu mi pare abbia avuto esperienze simili, se non ricordo male. Ecco, io vorrei che non ci fossero piu' situazioni come quelle che ho vissuto io (a te e' andata motlo meglio proprio perche' non volevo che altri sopportassero quello che avvo passato io a suo tempo) e che i docenti fossero in grado di spiegare agli studenti come si fa un pozzo o una prova di portata o una penetrometria o un rilievo geofisico ed a capire se i dati registrati siano inventati o reali. E questo lo puoi fare solo se hai esperienza diretta di cantiere. E per averla l'unico modo e' quello di fare attivita' professionale.