Originariamente inviato da: Gianluca Maccarone

Gibbo, guarda che non mi riferisco ai lavoratori part time, per i quali il secondo lavoro è un diritto, di conseguenza anche degli universitari.


NOn e' un part time, e' un lavoro a tempo determinato. La differenza e' che non hai (avevi) ore di lavoro predefinite da svolgere. E per i ricercatori non era neanche richisto di fare lezioni. Ovvio, poi, che se non le facevi la facolta' non riusciva a coprire icorsi coi docenti, quindi ti guardavano tutti molto male e che l-aver tenuto dei corsi aiutava a fare i concorsi (dimostrare di avere esperienza di insegnamento era uno dei requisiti, magari non scritti, che servivano per passare i concorsi), quindi tutti i ricercatori cercavano di fare il massimo dei corsi possibili, anche se non tenuti.

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Per farti capire meglio quello che intendo ti posto un link che un collega a portato alla mia attenzione proprio ieri.


NOn vedo dove sia il problema: i dipartimenti possono fare convenzioni con tutti, affidando ad esterni le parti in cui sono necessari dei timbri professionali. Tra l-altro proprio nell-articolo che tu indichi ci si lamenta che le tariffe orarie sonopo ben superiori ai minimi tariffari e che i tempi sono incredibilmente lunghi, quindi non una concorrenza sleale, ne' una svendita del l lavoro, nei confronti dei professionisti

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Per quanto riguarda i corsi APC proposti, a parte qualcuno, la maggior parte di quelli presentati sono a fini commerciali, ma che ci fossero anche quelli degli apprendisti stregoni mi giunge nuova.


Guarda che non sono apprendisti stregoni sono docenti universitari preparatissimi nel loro campo, solo che non hanno contatti col mondo del lavoro fuori dall'universita'. E proprio il mandarli a contattare i clienti, a sentire le loro esigenze, puo- solo aiutare a formare geologi che non cadano dalle nuvole quando escono dalle facolta'.