Abbiamo voluto l’Europa? Eccola. L’Europa del libero mercato e delle regole ferree ( come ad esempio quelle fondamentali sulle dimensioni delle carote e curvatura dei cetrioli etc.).
Sarà bello vedere un geometra di Olbia progettare in stile “Costa Smeralda” una villetta a Brighton e un pari collega norvegese progettare una casetta stile “Bergen con tetto a 2 falde di 60°” a Lampedusa.
E poi gli ordini professionali che senso hanno (tranne quelli dei notai e dei medici che per una speciale legge italiana pare non possano essere aboliti), l’Italia ormai è matura, la professionalità è e sarà sempre premiata, ognuno farà quello che sa fare meglio nel rispetto delle proprie specifiche competenze. Smettiamola di pensare male, che senza gli ordini professionali un geometra progetterà strutture in c.a., che un ingegnere redigerà relazioni agronomiche, che un agronomo studierà le falde acquifere, che un architetto si occuperà di sistemazioni idrauliche etc.etc..
Infine i tariffari, diciamocela tutta, sono una vergogna, categorie ad esempio come quella dei geologi che si sono arricchite applicandoli sempre e comunque. Viva il libero il mercato, viva il chi offre di meno. Già mi vedo il capo U.T. del comune di xy “Quanto vuole per lo studio della frana? 10.000 Euro? Lei è matto, guardi che un geologo polacco ha offerto 1.000, ma sono in contatto con uno ungherese che pare rediga relazioni, compreso le indagini, anche per meno. Tanto per quello che servono! L’importante è che nella copertina ci sia scritto RELAZIONE GEOLOGICA”.
Cari colleghi, la pacchia è finita, approfittatene in questi ultimi mesi.