Carissimi colleghi, se qualcuno di voi, come senz'altro sarà avvenuto, gira per l'Europa scoprirà che l'assenza di istituzioni analoghe agli Ordini Professionali italiani non necessariamente ha causato una catastrofe e una degradazione qualitativa del mercato professionale. Oserei anzi dire che in diversi campi, in particolar modo per quanto riguarda la tutela, la sicurezza del territorio e anche la dignità delle professioni, diversi Paesi europei hanno fatto meglio di noi. Certo la qualità à legata anche ad un giusto compenso, ma è in primo luogo assicurata da una professionalità che sappia dimostrare di meritare il compenso medesimo. Sulla possibile concorrenza di altri Paesi rammento che le istituzioni europee sono da anni impegnate per eliminare distorsioni interne del mercato, e che in diversi casi ai professionisti di altri Paesi non verrebbe in mente di lavorare da noi, non solo per questioni di distanza, ma anche perché le retribuzioni sono decisamente inferiori. Rispetto alla situazione italiana, vorrei far notare che un'amministrazione pubblica seria, e non costantemente in difetto di finanziamenti, non si sognerebbe di sottopagare un professionista o affidare lavori a persone inaffidabili, come accade spesso anche con il tariffario in vigore. Inoltre mi pare che la tutela della qualità della professione da parte degli Ordini (che attualmente, sempre a tariffario in vigore, talvolta lascia un po' a desiderare) debba e possa rimanere un loro obiettivo primario anche in regime di mercato più libero. Allo stesso tempo, almeno nel settore privato, è palese che il tariffario non sia applicato, e per ragioni condivisibili, anche da alcuni professionisti che lavorano bene e non fanno la fame. Infine smettiamo di aderire alla visione di un'Europa solo burocratica e vessatoria; difetti ce ne sono, ma un'occhiata da vicino allo spirito e alle direttive europee dovrebbe suggerire un molto maggior rispetto per quanto viene fatto a Bruxelles e Strasburgo. Badiamo, invece, a controllare come la liberalizzazione sarà tradotta in leggi specifiche nel nostro Paese, circostanza che temo ben più del commissario europeo alla concorrenza.