Io non farei di ogni erba un fascio e cercherei di distinguere i problemi generali dalle esperienze personali, anche negative.
La critica al funzionamento dell'Ordine, che molti fanno, può essere in parte condivisibile, ma un'origine è nella scarsa coesione come categoria che tu stessa indichi nella lettera, e dunque nella "base". Non è, comunque, che le cose negli altri Ordini professionali siano tutte rose e fiori, anzi; la storia più lunga e il potere politico maggiore possono essere un vantaggio, ma guardando nei dettagli molti potrebbero avere diversi motivi di insoddisfazione.
Rispetto allo sviluppo della professione del geologo non sono d'accordo con te se si vuole dare alla conclusione una valenza generale: all'Università dicevano a me e a miei compagni che saremmo stati solo informatori farmaceutici; ho accettato la scommessa sapendo di poter perdere. Poi ho aperto lo studio, è venuta, in Lombardia, la L.R. 41/97 sugli studi geologici a supporto dei PRG e una generazione di colleghi che ha contribuito, almeno nella mia provincia, a migliorare l'immagine del geologo fino al punto che, ora, sia pure con qualche mugugno e con qualche dubbio di utilità (anche da parte nostra) una visione diversa del territorio sta lentamente, e magari contradditoriamente, venendo avanti.
L'esame di Stato è un problema a parte, molto, molto connesso al funzionamento e alle magagne dell'Università, dalla scelta della commissione ai criteri di valutazione, all'obbligo di promuovere qualcuno per evitare riduzioni dei finanziamenti. Un'esperienza come la tua può capitare, magari spesso, ma non credo sia la regola assoluta.
Inoltre regolamentazione della professione e deontologia dovrebbero essere strettamente associati, specie se gli Ordini - con le possibili riforme all'orizzonte - dovranno dedicarsi in primo luogo alla tutela della qualità. Immagini bene uno dei problemi attuali: nessuno fa segnalazioni perché passibile di essere segnalato esso stesso innescando faide senza fine, e questo rimanda ad un problema di correttezza generale per la quale gli esempi positivi non abbondano.
Infine diciamoci una cosa: non c'è spazio per tutti; il mercato è quello che è. Nella mia provincia lo spazio, quando ho aperto lo studio, era già in parte occupato da miei colleghi, in molti casi meritatamente, dato che si sono fatti conoscere per la loro qualità. Bene, vado a lavorare anche altrove; se il lavoro finirà non credo sarà solo per la concorrenza sleale e tutte quelle cose di cui ci accusiamo a vicenda, ma anche perché sono arrivato dopo altri in un sistema lavorativo dove le occasioni ci sono ma non abbondano. Lo sapevo anche all'inizio; qualche volta si tira la cinghia ma finora non ho messo in discussione la scelta che ho fatto. In fondo, se avessi voluto fare l'analisita finanziario come qualche mio benestantissimo amico nessuno me lo avrebbe impedito, come nessuno mi impedisce ora di provare a cambiare mestiere.