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Ciao, sarà la scia emotiva del terremoto e tsunami in Giappone, ma siccome vivo da poco più di un anno vicino al mare, precisamente a Palermo, mi ponevo delle domande in un misto di curiosità e leggera preoccupazione.
So che sono questioni delicate e difficili per ottenere pareri esaustivi, ma se qualcuno ne sa e vuol sbilanciarsi...
So che ci sono varie faglie sismogenetiche a nord di Palermo, verso Ustica. Ce ne sono molte altre in tutto il Tirreno e così anche sugli Appennini, in Calabria, Basilicata, Campania e così via.
Ma queste faglie potenzialmente sono in grado di produrre terremoti di magnitudo 9 come quello in Giappone? e se sì, con quale frequenza approssimativa? ci sono terremoti storici di tale rilevanza?
In caso di tsunami, che altezza potrebbero raggiungere le onde?
Indipendentemente dai terremoti, sappiamo che anche le frane possono generare tsunami. Anche in questo caso, le onde potrebbero essere di che entità?

Qualcuno ha almeno una vaga idea di questi quesiti da cui, manco a dirlo, potrebbe dipendere la vita di parecchie persone che vivono affiacciandosi al Mar Tirreno?
O comunque, come si dovrebbe convivere con questi fenomeni senza diventare ossessivi ma senza nemmeno ignorarne totalmente l'esistenza?
Se ci sono link e materiale gratuito su questo tema, mi piacerebbe documentarmi.

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Ciao Mauro,
benvenuto su GeoForum,
Tanto per cominciare potresti leggerti il primo Topic di questa sezione:
Rischio sismico: suggerimenti per i 'profani'
http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=63731#Post63731
ci sono 153 post che rispondono ad alcuni dei tuoi quesiti.



Egidio Grasso
Coordinatore sito WEB
www.geologi.it
Puoi credere di farcela o credere di non farcela. In entrambi i casi i fatti ti daranno ragione. (Henry Ford)
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Originariamente inviato da: Mauro L.
Ciao, sarà la scia emotiva del terremoto e tsunami in Giappone, ma siccome vivo da poco più di un anno vicino al mare, precisamente a Palermo, mi ponevo delle domande in un misto di curiosità e leggera preoccupazione.
So che sono questioni delicate e difficili per ottenere pareri esaustivi, ma se qualcuno ne sa e vuol sbilanciarsi...
So che ci sono varie faglie sismogenetiche a nord di Palermo, verso Ustica. Ce ne sono molte altre in tutto il Tirreno e così anche sugli Appennini, in Calabria, Basilicata, Campania e così via.
Ma queste faglie potenzialmente sono in grado di produrre terremoti di magnitudo 9 come quello in Giappone? e se sì, con quale frequenza approssimativa? ci sono terremoti storici di tale rilevanza?
In caso di tsunami, che altezza potrebbero raggiungere le onde?
Indipendentemente dai terremoti, sappiamo che anche le frane possono generare tsunami. Anche in questo caso, le onde potrebbero essere di che entità?

Qualcuno ha almeno una vaga idea di questi quesiti da cui, manco a dirlo, potrebbe dipendere la vita di parecchie persone che vivono affiacciandosi al Mar Tirreno?
O comunque, come si dovrebbe convivere con questi fenomeni senza diventare ossessivi ma senza nemmeno ignorarne totalmente l'esistenza?
Se ci sono link e materiale gratuito su questo tema, mi piacerebbe documentarmi.


Tranne l'ora e la data del futuro terremoto i geologi sanno rispondere a tutti i quesiti che hai posto.
Ti dirò solo due cose: 1) In termini probabilistici e per la struttura sismogenetica dell'Italia meridionale terremoti di magintudo 8.9 non solo non sono mai avvenuti, ma sono anche, allo stato attuale delle conoscenze attuali, pressoché improbabili (per non dire impossibili); 2) E' possibile che nelle località costiere (individuabili geograficamente)si possano verificare degli tsunami, di entità certamente molto inferiore a quella del Giappone, legata a diversi fattori, difficili da prevedere nel loro complesso.

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In passato, se ben ricordo, ci fu anche una discussione sul rischio tsunami in Italia, il tutto sta a ripescare il vacchio thread sui 13000 circa in memoria.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Mauro, dr Boschi (presidente ingv) in un'intervista ha detto che il terremoto dell'Aquila è stato circa 30.000 volte meno potente di quello di ieri in J...ha pure detto che lì si possono attendere scosse di minore intensità...oggi una di M 8.5!
Anch'io sto vicino al mare e benchè l'Adriatico sia una "pozzanghera" a confronto col Tirreno, i danni che potrebbe causare-e ben noti da decenni- sarebbero ingenti in termini economici e naturali. La causa non è tsunami, ma semplicemente l'eustatismo e subsidenza...Loro ci danno il tempo per metterci ai ripari, ma noi non ci mettiamo d'accordo nemmeno sui rimedi e mentre discutiamo "sprofondiamo" (vedi Mose)...immagina cosa potremo fare difronte a emergenze improvvise..In un post ti hanno risposto che le coste a rischio tsunami sono conosciute (dai geologi); buon senso vorrebbe che nella pianificazione territoriale le Amministrazioni comunali lo recepissero per vietarvi almeno l'urbanizzazione.. frown


The road not taken
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Si, hai ragione , ma tanto poi si costruirebbe lo stesso anche sulle spiagge alla faccia dei piani delle amministrazioni contando sul prossimo condono....Io vado a Francavilla al Mare, in estate, d moltissimi anni. La spiaggia è stata riempita di ville, che una ventina d'anni fa cominciarono ad essere erose dal mare ( soprattutto in inverno) Sono state messe le barriere frangiflutti per recuperare la spiaggia ( che oggi c'è ed è abbastanza estesa) e quindi ora va tutto bene. Infatti hanno ricominciato a costruire sulla spiaggia.... fino alla prossima puntata.... Sembra che non impariamo mai.


Biologo, solo biologo
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A Jesolo (circa 6 milioni di presenze turistiche all'anno) gli interessi economici sono enormi e vincolati alla principale risorsa che è la spiaggia (forse qualcuno mi dirà che si va a Jesolo non per la spiaggia..), tuttavia anche da noi in inverno il mare la erode. La Regione ha ora stanziato una bella cifra (€6.400.000) per rimpolparla tra Piave e Livenza, traendo la sabbia da "cave" ?? al largo; con lo studio sviluppato da HR WALLINGFORD, ha finanziato degli assurdi pennelli (perpendicolari alla costa e in parte già smantellati) dopo mesi di monitoraggio delle correnti con una stazione fantascientifica prospiciente a Porto S.Margherita..Quello che protegge in modo ancora efficace dall'eccessivo arretramento è un diaframma in cemento armato spesso 50 cm, progettato da un ing del Consorzio di Bonifica negli anni '50...capirai perchè qualcuno mi dirà: non si viene a Jesolo per la spiaggia o il mare


The road not taken
(Robert Frost)
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Il mar Tirreno è a rischio tsunami probabilmente più per il rischio vulcanico o per frane indotte da terremoti (anche lo tsunami del 1908 sembrerebbe causato da una frana innescata dal terremoto).

Pensiamo per esempio ad una frana sul Marsili oppure ad una esplosione nelle Eolie...
e anche il Vavilov dovrebbe essere esploso...

Ultima modifica di piombino; 12/03/2011 20:31.

the sands of time were eroded by the river of constant change
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C'è una banca dati INGV sugli tsunami mediterranei
Gli tsunami della Calabria non sono niente affatto modesti.
Se quello che ha attraversato il Campidano in Sardegna fosse veramente uno tsuanmi sarebbe ciclopico.
Mi piacerebbe poter studiare la casistica.


"Prosunt omnia quae obstant"
http://trossero.blogspot.it/
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Ciao, potresti andare a parlare con i professori della facoltà di geologia di Palermo in proposito, mi pare che Attilio Sulli era uno di quelli che si occupava della questione.
Per quello che ne so, non si ritiene probabile che un sisma nel Tirreno meridionale possa provocare uno Tsunami sul tipo di quello giapponese, però so che lungo il margine della scarpata continentale sono stati monitorati molti sedimenti in equilibrio precario che sono in grado di attivare torbiditi potenzialmente in grado di scatenare effettivamente degli Tsunami. I danni potrebbero essere gravi in quanto da noi non si ha certo l'organizzazione che hanno i giapponesi. Mi pare di ricordare che avevano addirittura realizzato una carta del golfo di Palermo e di Castellamare, però non so essere più preciso di così.

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