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Ah, dimenticavo, scusami per non essermi accorto che eri una ragazza. Senza offesa, non avevo visto il profilo. :-)
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Comunqe, a parte il floklore legato al mito di Atlantide, qualche aspetto potremmo essere in grado di delinearlo con una certa scientificità e grado di affidabilità.
Personalmente dò per valida l'ipotesi di lavoro dell'esistenza di Atlantide. In passato la storiografica era affidata spesso alla tradizione orale. E' noto che gli storiografi applicavano metodi mnemotecnici per conservare interi archivi nella memoria, archivi che venivano poi tramandati di generazione in generazione. Questo per mancanza di adeguati metodi di scrittura o meglio in mancanza di affidabili metodi di conservazione degli scritti. Platone non avrebbe fatto altro che congelare in un'opera scritta antichissime storiografiche tramandate con il metodo mnemotecnico, dato che i documenti della civiltà perduta erano stati tutti persi. Questi dettagli (relativi all'importanza degli 'archivi viventi' nel passato non sono fantasia, ma fatti ormai studiati ed evidenziati.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Innanzi a quella foce stretta che si chiama colonne d'Ercole, c'era un'isola. E quest'isola era più grande della Libia e dell'Asia insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole e da queste alla terraferma di fronte. Dovremmo partire da questi indizi paleogeografici ed interpretarli. Prima di tutto: 'innanzi alle colonne d'ercole', accettato il fatto che si tratti dello stretto di Gibilterra, vuol dire dalla parte del mediterraneo o da quella dell'Atlantico?
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Seguitando il discorso, nei pressi dello Stretto, dove si trovano lineamenti tettonici in grado di causare grandi terremoti con conseguenti enormi tsunami? In questo caso il lineamento deve essere vicino al paleoterritorio, a meno di evocare magnitudo momento superiori al 9.5
Oppure, si dovrebbero cercare paleovulcani e paleocollassi di caldera, oppure la possibilità di paleoaccumuli di piattaforma con conseguenti megafrane sottomarine, innsechi di paleotorbiditi ecc, qualsiasi evento disastroso che abbia potuto innescare un megatsunami.
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Un ulteriore aspetto da contemplare: poteva trattarsi di un'isola o ance di una fascia di terraferma o penisola, se il terreno era pianeggiante e la civiltà si sviluppava principalmente lungo la fascia costiera a livello di poco superiore di quello del mare, uno tsunami simile a quello recente giapponese sarebbe bastato a cancellare tutto, sotto strati di limo e sabbia; poi una subsidenza, o anche variazioni del livello eustatico, avrebbero in seguito irrimediabilmente occultato ogni resto della civiltà.
E' ovvio che non possiamo avere attualmente prove, ma potremmo sviluppare un modello scientificamente ragionevole alal luce della paleogeografia, della paleotettonica e del paleovulcanismo.
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Per riportare il discorso verso barlumi di scientificità, basta ricordare gli studi sui megatsunami legati a collassi di isole vulcaniche, il più recente dei quali sembra sia accaduto a Reunion 40 secoli fa. Attualmente molti credono ceh l'isola di Las Palmas, nelle CAnarie, sia a rischio. Un collasso di parte del vulcano di LAs Palmas creerebbe un megatsunami in grado di spazzare con effetti distruttivi le coste del nordafrica ma anche del nordamerica. Tutto quello ceh è in florida potrebbe essere distrutto (il punto più elevato è di qualche decina di m). http://www.bbc.co.uk/science/horizon/2000/mega_tsunami.shtml
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What will happen when the volcano on La Palma collapses? Scientists predict that it will generate a wave that will be almost inconceivably destructive, far bigger than anything ever witnessed in modern times. It will surge across the entire Atlantic in a matter of hours, engulfing the whole US east coast, sweeping away everything in its path up to 20km inland. Boston would be hit first, followed by New York, then all the way down the coast to Miami and the Caribbean.
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Teniamo conto che già la fonte è molto incerta. Già di Platone non abbiamo scritti diretti ma copie, citazioni e traduzioni che potrebbero benissimo contenere errori. Platone stesso riferisce un mito accaduto nel passato chissà quando. Figuriamoci quanti errori ci saranno magari dovuti a cattive traduzioni o a errori intorno al significato delle parole.
L'ipotesi che un continente, ma anche un'isoletta, sparisca senza lasciare tracce, neanche una secca, mi lascia perplesso.
Oltre allo tsunami ipotizzato per l'evento di Santorini pare che ce ne sia stato un altro disastroso dovuto al collasso di un edificio precedente l'Etna. Le tracce lasciate da questo evento sono però molto controverse.
Esiste poi l'ipotesi che alcuni miti come il diluvio universale, non si riferissero ad eventi catastrofici ma ad importanti eventi astronomici.
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Sono d'accordo, un isola o un continente non possono scomparire così, l'unica per iniziare una ricerca sistematica sarebbe quella di esaminare la morfologia dei fondali marini fino ad almeno sei chilometri dalla costa. Cercando spessori anomali dei sedimenti.
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Il riferimento al possibile disastro risultante dal collasso del Cumbre vieja di La Palma: http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/966968.stm
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