Originariamente inviato da: Marco_Mucciarelli
Arrivano i primi dati accelerometrici dal Giappone. A Sendai, la città più vicina all'epicentro si sono avuti meno di 0.25 g. Le accelerazioni sono tutto sommato modeste, ad ulteriore dimostrazione che distanza e profondità contano più della magnitudo per avere o meno danni da terremoto. L'esempio della NZ ha insegnato questo: dopo aver tessuto le lodi per come laggiù fossero più bravi di noi perchè un 7.2 non aveva fatto danni a Christchurch siamo rimasti basiti davanti ad un 6.3 che ha fatto un disastro tal quale L'Aquila.
http://smo.kenken.go.jp/smdb/drawwave/201103111446SND/B2F


Interessante il doppio treno d'onda che potrebbe suggerire due principali episodi distinti di rottura. Coincide con uno dei filmini presenti in rete, dove tutto si è rimesso a tremare dopo circa un minuto dall'evento principale. La durata è di 120 secondi pieni, ma l'intensità non è maggiore di 0.26, sarebbe interessante conoscere la tipologia di sottosuolo in corrispondenza della stazione


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)