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Per riportare il discorso verso barlumi di scientificità.. Nel mio piccolo posso "verosimilmente escludere" (per dirla alla Dal Piaz) che in Veneto non sono stati trovati reperti di questa civiltà. Chi lo dice è coautrice dei quattro volumi-edizioni F.C.Panini-della Carta archeologica del Veneto (circa 10 anni di lavoro).
The road not taken (Robert Frost)
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non sapevo di questa tua qualità nascosta!!!! ma ha senso una discussione del genere basata sulla leggenda e sulla ricerca di prove della leggenda (magari un sogno fantastico) che cozza contro la razionalità della pratica scientidica? allora alla stessa stregua esiste il Golem e lastrega cattiva!!!
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Congratulazioni pasionaria per lo studio archeologico. OK quindi, escludiamo il Veneto come antica sede della civiltà atlantidea.
Michele: il topic è partito vedendo le immagini dello tsunami giapponese. Non ho potuto fare a meno di pensare ad Atlantide e credo molti lo abbiano fatto.
Un cataclisma di colossali dimensioni che spazza via ed inghiotte un continente, anche se probabilmente si è trattato di una semplice isola o penisola. L'ultima parte del racconto di Platone è perfettamente plausibile dal punto di vista geologico.
Il grande problema sta nell'ubicazione. Qui si leggono le ipotesi più varie, ma certamente non si può escludere la parte esterna del Golfo del Messico, anche non proprio dinanzi alle Colonne D'ercole. Una civiltà avanzata poteva possedere imbarcazioni adatte alla traversata oceanica. L'Antartide, come propongono alcuni, mi sembra davvero troppo lontano...
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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probabilmente Platone si riferiva a Santorini e alla scomparsa della micenea di cui sono rimaste "vestigia".
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probabilmente Platone si riferiva a Santorini e alla scomparsa della micenea di cui sono rimaste "vestigia". Sull'identificazione con la civiltà minoica non sono molto d'accordo perchè, come già detto a grannisi, l'ubicazione è del tutto diversa. Le Colonne d'Ercole e il nome di Atlantide indicano inequivocabilmente un territorio situato nell'Oceano Atlantico, al limite poco al di qua dello stretto di Gibilterra. anche i riferimenti temporali sarebbero un pò sfasati.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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di documentazioni su eventi distruttivi catastrofici di cui Santolini è forse quello maggiore e che ha ricostruzioni più attendibili (ora si sta ancge rivedendo il "diluvio") non ne conosco altre. comunque le fonti di Platone erano disponibili anche ad altri coevi e non mi sembra che se ne faccia segno
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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io continuo a pensare che se è esistita la zona davanti a Cadice è quella ideale. la costruzione di canali date le tecnologie dell'epoca si poteva riferire a zone sabbiose e un terremoto come quello di Lisbona (che secondo me è il modello più probabile per il racconto di Platone) potrebbe aver cancellato i resti del tutto, sepolti sotto il mare, sia semplicemente per lo tsunami, sia per una subsidenza cosismica. Certo, pare strano che non sia venuto fuori mai nulla....
D'altro canto anche lo tsunami di venerdì ha parecchio modificato la liena di costa e forse cancellato alcune isole davanti alla costa.
Se anzichè sulla costa Atlantide si trovava in una isoletta poco avanti alla costa, anche un paio di km. valla a ritrovare (azz. sto degenerando instile bar sport o sbaglio????)
ps: oltretutto non so niente sulle dinamiche costiere della zona di Cadice....
the sands of time were eroded by the river of constant change
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Beh, Cadice rispetterebbe decisamente il criterio spaziale (Innanzi alle colonne d'ercole)ma dovremmo adesso identificare i lineamenti in grado di produrre terremoti con Mw >= 9.
Oppure proporre plausibili ipotesi alternative di frane sottomarine, megatorbiditi, collassi di caldera (ad esempio, le canarie non sono lontane, un collasso di un paleovulcano in quell'arcipelago sicuramente può avere spazzato tutte le comunità costiere del Nordafrica e Spagna atlantica. Tra le quali, l'unica con una civiltà avanzata sarebbe stata proprio Atlantide.
Unica cosa strana, l'area di CAdice doveva essere ben nota ai naviganti, mi sembra strano che l'abbiano identificata con un intero continente, anche se magari in passato la penisola iberica sembrava proprio questo...
Tutto sommato, pensandoci bene l'ipotesi di un'Atlantide ubicata nel golfo di Cadice non è per niente da scartare.
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Scoperta una faglia nel Golfo di Cadice Quando un terremoto ha il suo epicentro in mare, lo scatenarsi di uno tsunami è una possibile conseguenza. E' quello che già avvenne nel 1755 nel Golfo di Cadice, insenatura dell'oceano Atlantico ad alto rischio sismico, dove si generò un maremoto che investì la parte bassa di Lisbona, già colpita da un tremendo terremoto. Proprio nel Golfo di Cadice, un gruppo di ricerca europeo coordinato da Nevio Zitellini, dell'Istituto di scienze marine (Ismar) del Cnr di Bologna, ha appena scoperto una nuova faglia, grande la metà della nota faglia di San Andreas, in California. La ricerca del Cnr è stata da poco pubblicata su ‘Earth and Planetary Science Letters', e apre nuove prospettive non solo per lo studio dell'assetto geologico dei fondali oceanici, ma anche per la realizzazione di sistemi di previsione e allerta sempre più accurati. "L'indagine batimetrica che abbiamo condotto nel Golfo di Cadice", spiega Zitellini, "ci ha permesso di ottenere un'immagine ad altissima risoluzione del fondo dell'oceano Atlantico, che ha evidenziato un nuovo limite di placca crostale, una porzione del confine tra Africa ed Eurasia che ancora non conoscevamo. Ad attirare la nostra attenzione durante la campagna batimetrica è stata una serie di collinette allineate, al di sotto della quale abbiamo scoperto una sequenza di fratture che compongono un sistema di faglie largo cinque chilometri e lungo più di seicento, pari alla metà della lunghezza della faglia di San Andreas". Una scoperta di vasta portata, dunque, dalle notevoli implicazioni pratiche. "L'identificazione di questi limiti", precisa il ricercatore dell'Ismar-Cnr, "è di cruciale importanza, dato che la maggior parte delle sorgenti di terremoto è localizzata proprio lungo questi confini. Un limite tra due placche è una banda, più o meno larga, composta da una quantità di fratture. In molti casi, queste strisce non sono immediatamente visibili, ma coperte da masse di sedimenti o di rocce, oppure nascoste in mezzo ad altre faglie, non sempre ad essa collegate: trovarle richiede esperienza ed equipaggiamenti appropriati". Grazie a questa scoperta, ora sarà possibile posizionare in fondo all'oceano Atlantico, in modo ancora più preciso, uno tsunamometro ad alta tecnologia made in Italy (sviluppato da Cnr, Ingv e Tecnomare del gruppo Eni), in grado di rilevare istantaneamente l'insorgere di un maremoto e di allertare le persone che si trovassero in prossimità della costa o sulle spiagge. "L'imperativo", conclude Zitellini, "è sempre investigare e pianificare, vale a dire continuare con la ricerca e, di conseguenza, costruire edifici ad hoc, come già si fa in California, mettendo in sicurezza quelli vecchi. E naturalmente, in zone sismiche, non edificare mai a ridosso di spiagge".
Cecilia Migali
Fonte: Nevio Zitellini, Istituto di scienze marine, Bologna, tel. 051/ 639 8890
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