e' una cosa che ho scritto un annetto fa....

Io sono favorevole alla ricerca nel campo delle fonti energetiche alternative, ma non sono assolutamente contrario, in linea di principio, all’utilizzo dell’energia nucleare, a condizione che qualcuno mi dia alcune garanzie e mi spieghi esattamente su:

- Come risolvere in modo definitivo il problema ultimo dello stoccaggio delle scorie?
Come si pensa di fare per sistemare in modo definitivo e sicuro le massiccie quantità di scorie nucleari che nessuno al mondo sa ancora smaltire?
In America la questione è di stretta attualità. Sia Obama che Clinton hanno affermato chiaramente che Yukka Mountain - il più grande deposito di scorie in USA andrebbe eliminato per trovare un sito più adatto per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi.
In questo caso non sarebbe meglio per la sicurezza di tutti noi e delle generazioni future trovare la soluzione prima che si presenti il problema??
Rubbia aveva un bellissimo programma per bruciare le scorie nucleari con acceleratori di materia, ma l’Italia l'ha bocciato e non l’ha finanziato costringendo lo stesso Rubbia ad emigrare in Spagna (Zapatero ha visto una probabile risposta??).

- Come procurarci il combustibile nucleare?
Dove andremmo a procurarci l’uranio da cui ricavare il combustibile se in Italia non ci sono presenti significativi depositi naturali da cui andarlo ad estrarre? …. Se ora energeticamente con il petrolio ed il gas dipendiamo dai Paesi Arabi e Russia in futuro, di chi saremmo dipendenti, Russia ….Usa….Paesi Africani???

- Come il nucleare dovrebbe ridurre il costo dell’energia?
Poiché non abbiamo in Italia nessuna risorsa mineraria significativa da cui andare ad estrarre la materia prima per preparare il combustile nucleare a “basso costo” allora dovremmo sicuramente comperarlo “fuori Italia”, ma come si può pensare di “pagare poco” l’energia se i prezzi del combustibile sui mercati internazionali sono in un continuo aumento vertiginoso per l’aumento della sua richiesta.

- Come mai nel mondo i costi del nucleare crescono mentre qui si dice che il nucleare è conveniente?
I costi per il nucleare variano notevolmente da paese a paese: in Germania ha un prezzo di circa due volte e mezzo in più rispetto a quello francese. Ciò è dovuto al fatto che il nucleare in Francia è stato finanziato per anni dallo Stato, quindi dai cittadini. Ancora oggi, le 30mila persone che lavorano per il nucleare francese sono pagate grazie agli investimenti massicci dello Stato (dovremmo fare lo stesso anche in Italia?).
Altri Paesi hanno preparato strategie per dismettere centrali nucleari e l’Austria, le Filippine e Corea del Nord hanno centrali nucleari mai messe in funzione.
Negli Stati Uniti alcuni impianti sono stati chiusi dopo alcune consultazioni popolari, come quella di Rancho Seco in California, dotata di reattore PWR da 913 MWe e spenta nel 1989 dopo 12 anni di operatività.

- Come fanno a bastare in Italia solo 4 o 5 centrali nucleari per avere l’energia che ci serve?
Sappiamo che la quantità di energia richiesta dall’Italia è paragonabile a quella francese, dunque se volessimo produrre il 30% dell’energia elettrica che si serve con il nucleare (come succede anche in Spagna, Germania e Inghilterra) ci servirebbero 15 - 20 centrali nucleari.
Ci serve forse in pratica .....una centrale nucleare per ogni regione.

- Come possono fare gli investitori privati a recuperare i loro soldi mantenendo nella massima sicurezza i loro impianti nucleari senza creare rischi ambientali irreparabili?
Il nucleare è un’attività che si può fare soltanto in termini di tempo molto lunghi e tutti sanno che per costruire una centrale nucleare sicura sono necessari da cinque o sei anni, in Italia forse anche dieci o quindici anni.
Se un finanziatore privato che investe 4 o 5 miliardi di Euro in una centrale nucleare e che se tutto va bene riesce a recuperare il proprio investimento in circa 40 - 50 anni” quale sarà la vita media di una centrale nucleare?
Inoltre se l’investitore privato impiega 40-50 per recuperare il suo investimento chi mi assicura che l’investitore gestisca bene la sua centrale e non operi malamente solo nel tentativo di recuperare i suoi soldi in fretta e di cominciare a guadagnare mettendo a rischio la sicurezza di tutti?

- Come mai il modello sul quale si dovrebbe operare per il nucleare italiano e l’EPR, ovvero un reattore di terza generazione che è alla base della sperimetazione francese?
L’accordo quadro sul nucleare stipulato tra il francese Nicolas Sarkozy ed il nostro italiano Silvio Berlusconi prevede che se l’Italia dovesse confermare l’intenzione di aprire al nucleare avrebbe, come previsto e proposto da Sarkozy, con la Francia una “partnership illimitata”.
Considerato che la Francia dispone di insediamenti industriali, brevetti, tecnologie e ricerca ben superiori al know how italiano, forse questo accordo con i francesi con non contribuirebbe a far lievitare i costi del nucleare ad ora molto costoso?


Rocco Rizzo