Salve a tutti,
mi sono iscritto appositamente per partecipare a questa discussione, dove ho potuto leggere molte cose sensatissime, come del resto mi aspettavo, dato che qui scrive gente che ha avuto la mia stessa formazione.
sono un ex-geologo, avendo dovuto cambiare mestiere nel '93, causa Tangentopoli, il che è una premessa a quel che sto per scrivere.
pur essendo laureato in Scienze Geologiche, il destino ha voluto che trovassi il primo lavoro presso un'impresa di costruzioni, e in quel campo ho continuato, sempre in cantieri di grandi lavori e quasi sempre all'estero, fino alla catastrofe.
in quest'attività un po' obliqua, rispetto a quella classica di un geologo, mi sono occupato principalmente di materials engineering e controllo qualità, in una varietà notevole di applicazioni, in funzione dell'opera in costruzione.
ho lavorato per la gran parte delle migliori imprese nazionali, tra le quali diverse ormai scomparse e/o fagocitate dai grandi gruppi che si sono creati in seguito.
alla luce di quanto ho visto (ovunque) coi miei occhi e vissuto (comunque) sulla mia pelle, non ho bisogno di particolari motivazioni o elucubrazioni tecnico/scientifiche per essere un fiero antinuclearista, almeno in Italia: -so- come si costruisce in Italia, e questo già mi basta per essere terrorizzato da ciò che potrebbero risultare, in termini di qualità, le opere civili, cioè quello che tiene in piedi una centrale o la fa crollare, con reattore e tutto il resto.
in Italia, lasciar costruire strutture così critiche e delicate agli addetti (locali) ai lavori è, semplicemente, un tentativo di suicidio collettivo destinato a sicuro successo, anche se l'Italia fosse l'area cratonica che non è.
dire che, tanto, in Francia c'è già una quantità di centrali, e quindi possiamo costruirle anche noi, vuol dire ignorare che nel Massif Central, dopo l'orogenesi, non ci sono più eventi sismici significativi da (ricordo bene?) 18-20 milioni d'anni, ed ignorare pure (piaccia o no, ho visto anche quello) che i francesi sanno costruire molto, ma molto, meglio di noi... comunque, diciamo, sono meno ossessionati di noi dalla mania di rubare sul cemento, sugli inerti, sull'acciaio, lento o teso, e su qualunque aspetto possa contribuire alla buona qualità del manufatto.
ciò detto, l'aver lavorato per un certo periodo in Francia per un consorzio, presso la sede di una grossa impresa di costruzioni locali, sita a poca distanza da una centrale, mi portò a scoprire che, in campo nucleare, i francesi (detentori della tecnologia che dovremmo importare) hanno raggiunto l'eccellenza soprattutto nel minimizzare (o proprio nascondere all'opinione pubblica) gli incidenti.
in quel periodo si verificò un certo numero di incidenti (piccoli, ma incidenti) che, però, gli ingegneri locali, miei colleghi di lavoro, definirono come banali, periodici, frequenti, sotto controllo e quindi irrilevanti... c'erano abituati, insomma.
il rientro a casa dopo quel periodo mi diede un sollievo come non avevo mai provato in vita mia.
a posteriori, visto anche lo sviluppo storico, trovai ottime ragioni per rallegrarmi di non aver vinto, anni prima, un concorso per geologi dell'ENEL... seppi, in seguito, che sarei stato destinato a Montalto di Castro, prima versione.
seppi anche, che, mentre io avevo già qualche anno di cantiere sulle spalle, a vincere furono un paio di coetanei, che avevo conosciuto nelle selezioni, che mi avevano detto di aver solo lavorato come supplenti di matematica in qualche scuola... e questa, forse, è proprio la chiave di tutto.
p.s.: chiedo scusa per averla fatta lunga, ma me lo dovevo. ;-)
Ultima modifica di zappa; 16/03/2011 22:34.