Originariamente inviato da: michelec
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vedo comunque che hai nostalgia del tuo (nostro) lavoro.

benvenuto al forum

... tanto che sono tutt'ora iscritto all'Ordine, anche se non esercito la professione... questioni sentimentali, viscerali: quando sei stato folgorato sulla via di Damasco, puoi cambiare mestiere, ma, essendo cambiato dentro, da quelle Verità rivelate non ti stacchi più.

io non sono "pessimista", sono preoccupato, che è diverso... se fossi solo pessimista non sarei nemmeno venuto qui ad esternare la mia preoccupazione a persone che so aver le basi culturali per condividerla: hanno scoperto, come me, che c'è una dimensione che esula la nostra, umana, e che siamo semplicemente troppo piccoli per l'universo che ci circonda.

che il confronto delle nostre unità di misura "umane", a partire dal tempo, ci rende ridicoli, se pensiamo di poter fare a meno di tenerne conto.

nel 1973 (guerra del Kippur) il mio Professore di Geofisica (un grande) osservò che era stupido, per arabi ed israeliani, accapigliarsi per il Golfo di Aqaba, che, tanto, tra 30.000 anni non ci sarà più.

ecco, se dipendesse da me, sostituirei l'ora di religione alle elementari con l'ora di geologia, visto che, sull'altro mondo, si possono esprimere varie teorie e trascendenze alle quali, volendo e credendo, aderire, ma, su questo, abbiamo sottomano una serie di fatti, che vanno semplicemente osservati e meditati.

il guaio è che i geologi, che, a mio modesto avviso, sono gli unici sacerdoti autorizzati a diffondere la vera religione di questo mondo (quella della "terra"), sono, non solo in Italia, anche se qui va un po' peggio, sempre inascoltati, in quanto, intrinsecamente, conservativi: "questo non si può fare, quest'altra cosa non è poi una gran buona idea, quest'altra ancora si potrebbe fare, ma in un altro modo, più meditato, efficace e sicuro...".

sarò stato certamente influenzato dalle esperienze personali, ma, col tempo, ho imparato a considerare me stesso un "ingegnere creativo", dato che la mia formazione, a differenza di quella dell'ingegnere classico, mi costringeva ad affiancare il rigore scientifico all'immaginazione.

stringendo il concetto, la geologia si può modellizzare, formulare, calcolare, ma, finché, non fai un buco per terra, non sei certo di quel che l'immaginazione ti ha suggerito di poter trovare; questo ti induce ad accostarti ad essa con umiltà, rispetto e reverenza... se l'hai imbroccata, vuol dire che sei stato bravo (e fortunato) ad interpretare i dati raccolti fornendo un'ipotesi sufficientemente probabile e ragionevole.

questo, nel lavoro, mi ha sempre messo in conflitto con gli ingegneri miei referenti, i quali, con le ovvie, debite, eccezioni, mi sono sempre sembrati mossi da certezze matematiche, formule rigide, onnipresenti ed onnipotenti, mai sfiorati dal beneficio del dubbio.

ed a me è toccato, più di una volta, di andare a metterci una pezza, a volte applicando banali principi e criteri che non erano semplicemente stati presi in considerazione nei calcoli.

io continuo a sperare... sperare che il delirio di onnipotenza riesca a ridimensionarsi prima di aver superato il punto di non ritorno, che, d'altra parte, vedo sempre più vicino.

spero che non sia necessario arrivare alla distruzione di una gran parte della razza umana, prima che i superstiti si decidano a darsi una regolata.

spero che quello che stiamo vedendo risulti, alla fine, un'esperienza utile per tutti, inclusi i giapponesi, ai quali auguro di poter disporre di abbastanza Giappone da abitare in futuro, magari rinunciando al riscaldamento elettrico ed utilizzando l'energia in modo più intelligente e sostenibile.

spero (sempre) di svegliarmi un mattino e venire a sapere che un geologo ha preso il potere mondiale, un Grande Dittatore illuminato, in quanto informato sui fatti.

... mi sento più che benvenuto, qui. ;-)