Carissimi colleghi innanzi tutto vorrei dire (anche per le eventuali discussioni future) che se per qualche tempo non rispondo non è perchè non ho argomenti o per snobismo ma perche purtroppo il mio tempo giornaliero ormai è riempito fino all’eccesso e a volte non ho modo.
Ritorniamo alla attendibilità del metodo Remi, io sicuramente me ne intendo molto meno di te che lo utilizzi caro collega Cocco (preferirei sempre conoscere il nome vero), ma a 43 anni quando da 18 mi occupo di geofisica applicata se non avessi dei motivi per fare le affermazioni che ho fatto di sicuro mi sarei astenuto!
Ho visto alcuni lavori lavori fatti con il metodo remi ed ho visto risultati inverosimili, a livello tale che evidentemente chi li ha effettuati velocità delle onde di taglio se ne intendeva davvero poco, tale era il livello di errore (anche teorico).
Alcuni di questi non posso documentarli perché coinvolgerebbero terze persone che non sono neppure a conoscenza del fatto che io (od altri) abbia potuto leggerli quei lavori, ma senza fare nomi qualche cosina posso riportarla:
Geofluid 2004 durante la rassegna di lavori di geofisica alcuni relatori mostrano studi effettuati con il metodo Remi ed uno in particolare mi colpì. Se qualcuno era presente a quella serie di appuntametni lo dovrebbe ricordare, si trattava di uno studio che intendeva valutare l’intasamento del dreno di una diga in terra in Italia meridionale, (non ricordo con precisione la regione). Ebbene la velocità delle onde P era stata valutata tramite una serie di profili a rifrazione, mentre la velocità delle onde S con il metodo remi. La cosa mi puzzò e parecchio, dall’inizio. Ma come, si trattava di un lavoro per il quale il committente investiva decine di milioni, venivano fatti tutta una serie di profili a rifrazione ed invece che fare anche aquisizioni degli impulsi di tagilio sui profili con geofoni orizzontali si usava il Remi ..........???.
Anche se fosse davvero in grado di fornire la Vs medi a degli ultimi 30 m non sarà mai in grado di rilevare le Vs di orizzonti sottili e oltretutto di spessore variabile pensai .
Ebbene vennero presentate tutta una serie di tabelle e di lucidi passando via rapidamente quando si analizzavano le Vs (che in alcuni casi mi erano sembrate incompatibili con un dreno granulare e ben costipato come doveva essere quello ed ancora più “curiosi erano i coefficienti di Poisson. Infatti al momento dell’analisi finale il relatore afferma che le Vs fornivano un quadro poco attendibile e difficilmete sintetizzabile in un modello: per forza pensai avete usato una metodologia di.......... per quel tipo di applicazione e, senti senti il modello era stato invece formulato sulla base delle sole Vp.
Sulla base dellle Vp si poteva fornire una indicazione delle zone dove il dreno era più intasato da quelle dove era ancora libero????????? Ma come potetvano allora considerare il cotributo del liquido interstiziale da quello del riempimento fine dei pori del dreno???
Ebbene all’ inizio non ci fu nessun commento da parte ne del pubblico ne di chi aveva organizato la giornata di studio (prof. Iliceto) ne da parte dei partecipanti, e ai colleghi vicini ai quali io dicevo che quel lavoro era una ....... sembrava che io esagerassi.
Vennero in seguito presentati altri lavori alcuni dei quali basati sul metodo remi.
Alla fine però i commenti ci furono e come da parte di divese persone ed in particolare dai professori Panza, Iliceto ed una professoressa di geofisica applicata di del Federico II di Napoli (purtoroppo in questo momento mi sfugge il cognome) tutti docenti di geofisica applicata piuttosto conosciuti.
Ebbene i commenti come probabilmente qualcuno ricorda, furono abbastanza duri e furono illustrate anche tabelle nelle quali si mise in evidenza che tutti i metodi basati sull’analisi di fase se non tarati da opportune stratigrafie ottenute con carotaggi realizzati all’uopo potevano portare ad errori anche del 300%.
Anche lo stesso SASW per profondità superiori a 10 metri potevano portare ad errori del 300% se non era perfettamente conosciuta la stratigrafia. I commenti relativi alla metodologia remi furono ancora più pesanti (da velo pietoso!!!!).
Ora siccome come detto anche io ne ho viste di tutti i colori ed anche in zone dove conoscevo la Vs per aver effettuato profili a rifrazione con rilievo delle Vp e Vsh e o prove Down-hole concludo dicendo che penso che sia un metodo per VENDITORI DI FUMO!!!!!.
E’ una provocazione, si certo, prendetela così, se c’ è qualcuno che si offende mi dispiace, io non voglio offendere nessuno, ma se vuole convincermi, convincese se stesso ed altri del contrario, bene, allora raccolga la provocazione!!! Io ho i dati di alcune D.Hole effettuate da un geofisico che reputo serio (il sottoscritto ... N.d.r) se qualcuno ritiene di poter ottenere misure sufficientemente affidabili da qulla metodologia allora mi contatti e andiamo a fare una prova in uno di quei siti e poi confrontiamo i risultati!!! Anzi sarebbe buona cosa costruire un gruppo di lavoro che fosse interessato a uno studio comparativo rigoroso non pensate??
Sono prontissimo ad un coinfronto e “eventualmente” a cambiare idea e ...... a dire a tutti viva il remi!!!!!!
Ma se invece le mie idee venissero confermate!!!!!!!.. .. ...