Purtroppo siamo in una situazione di stallo, mi sembra.
Attualmente sono d'accordo con il collega Cecchinelli, non credo si possa fare a meno di ripetere almeno una prova, la DPSH è troppo superficiale (coma mai si è fermata a -4.2 m, è molto strano in quelle litologie...).
Se a priori adotti l'ipotesi di granulometria entro la fascia liquefacibile (ipotesi cautelativa che permette di evitare granulometrie):
A) Soluzione più economica ma meno tecnicamente valida: utilizzare la sismostratigrafia (VS) della MASW o altro se presente. Generalmente la soluzione ha valore ottimistico.
B) Soluzione più onerosa ma probabilmente la migliore tecnicamente: CPTE-U, con elaborazione tramite software dedicato. Non praticabile se lo strato a -4.2 è litificato.
C)Soluzioni intermedie: DPSH, CPT. di nuovo, se lo strato non penetrabile è contino non praticabli.
Se con una prova risulta rischo di liquefazione, allora se problematico bisogna tentare di escludere la granulometria suscettibile tramite sondaggio con esclusivo campionamento (NSPT+granulometria) degli strati di interesse.
Fatto ciò, se l'occorrenza di liquefazione è confermata, le spese di costruzione saranno di gran lunga maggiori.

A questo punto il metodo Vs - MASW (o inversione HVSR) risulterebbe il migliore per piccoli progetti, anche se è quello tecnicamente più criticabile e impugnabile, spesso ottimistico per vari motivi (sono d'accordissimo che la DH va molto meglio ma i $$$$$$$ sono >>>>>>>>).